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Cronaca

Senza tetto e dignità, vecchio deposito AtiSale come casa

Lungo la strada che costeggia lo stabilimento. Scenario disumano

Una piccola camera in mattoni che diventa una casa per i senza tetto. Non una storia a lieto fine, ma semplicemente una realtà che di lieto non ha nulla. Accade a Margherita di Savoia, lungo la strada che costeggia lo stabilimento AtiSale, dove c'è una casetta costruita per posizionare delle pompe che un tempo aspiravano l'acqua dalla cisterna confinante per poi portarla lungo tutta la struttura.

In quel punto lo scenario va ben oltre la dignità umana e basti pensare che un posto così sicuramente non è l'unico in tutta l'area di competenza della Salina. Appena si entra lo sguardo viene catturato da due piatti, uno con della carne a pezzi ormai ammuffita e con degli insetti, e un bicchiere poggiati sul ferro che regge le pompe, come se fosse una tavola. Per terra c'è una forchetta utilizzata dal commensale e, sul fondo della stanza, damigiane di vino e coperte sporcate dai calcinacci che vengono giù dal muro. Vicino alla porta c'è un letto fatto con dei cartoni, un lenzuolo e cuscino ingiallito, immerso fra gli escrementi umani lasciati sul pavimento. La problematica non riguarda solo l'interno, ma anche l'esterno, perché la camera presenta evidenti danni strutturali e in alcuni punti, addirittura, poggia sul nulla.
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  • Senza tetto
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