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Palasaline, Quarta: «Quasi 170mila per il primo progetto, ora altri 79mila per rivederlo. E il comune si indebita per 2,5 milioni»

La nota del consigliere comunale Emanuele Quarta

«Ci piace guardare le scelte amministrative dal buco della serratura. Perché dietro gli annunci ci sono gli atti, dietro gli atti ci sono i numeri e dietro i numeri ci sono sempre i soldi dei cittadini. Sul Palasaline, guardando bene le carte, emergono domande che non possono essere liquidate come semplici tecnicismi. Il Comune ha già impegnato 169.479,96 euro per il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, comprensivo anche del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione.
Ora viene messa a gara la progettazione esecutiva per altri 79.205,02 euro», si legge nella nota del consigliere comunale Emanuele Quarta.

«Qualcuno potrà dire che si tratta di due livelli progettuali differenti. Ed è vero. Ma il punto è un altro: il nuovo progettista non dovrà limitarsi a sviluppare nel dettaglio ciò che è già stato progettato. Gli atti chiariscono che la soluzione architettonica deve essere rivista in aspetti fondamentali. La Soprintendenza ha infatti stabilito che l'edificio debba essere "profondamente rivisto sul piano formale e linguistico", chiedendo modifiche legate ai caratteri urbano-architettonici del luogo, alle aree esterne, al parcheggio, ai materiali e all'inserimento complessivo nel paesaggio. E allora la domanda è semplice: quanto di quei quasi 170 mila euro spesi per il primo progetto resta davvero utilizzabile? Quanto dovrà essere corretto e quanto dovrà essere rifatto?

C'è poi un altro elemento che merita attenzione. Nel nuovo appalto tornano una serie di figure professionali già coinvolte, direttamente o indirettamente, nella prima progettazione: progettazione architettonica, paesaggistica, strutturale, impiantistica, antincendio e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione.

Non sto affermando che esista automaticamente una duplicazione illegittima. Ma una possibile sovrapposizione di prestazioni deve essere spiegata in maniera puntuale. Quali attività sono già state pagate? Quali vengono richieste nuovamente? E quale parte dei nuovi 79.205,02 euro riguarda prestazioni realmente ulteriori rispetto al primo incarico?

Ma c'è un secondo grande tema che riguarda direttamente tutti i cittadini: con quali soldi viene pagato il Palasaline. L'opera ha oggi un costo complessivo di 3.731.000 euro. Gli atti indicano che 1.231.000 euro provengono direttamente dal bilancio comunale, mentre 2.500.000 euro derivano da un mutuo agevolato nell'ambito dell'iniziativa "Sport Missione Comune". Questo va detto con chiarezza: non siamo davanti a 3,7 milioni di euro regalati al Comune attraverso un finanziamento a fondo perduto. Oltre 1,2 milioni vengono direttamente dalle casse comunali, mentre altri 2,5 milioni sono ottenuti attraverso un mutuo. La stessa determinazione parla espressamente di "mutuo passivo presso l'Istituto del Credito Sportivo".

Quindi la scelta non pesa soltanto sul bilancio di oggi. Produce un impegno finanziario che accompagnerà il Comune negli anni successivi. Se il piano di ammortamento del mutuo è decennale, significa che questa scelta vincola il bilancio comunale per dieci anni, andando ben oltre la durata dell'attuale amministrazione. Ed è questo il punto politico più importante: chi governa oggi decide un investimento che continuerà a produrre effetti sulle amministrazioni e sui bilanci di domani. Per dieci anni quelle rate rappresenteranno risorse che non potranno essere liberamente destinate ad altre esigenze della città.

E allora bisogna avere il coraggio di porre una domanda che va oltre il Palasaline: quali altre priorità potrebbero essere finanziate con quelle risorse? Strade, manutenzioni, scuole, servizi sociali, sicurezza, verde pubblico, impianti esistenti e servizi ai cittadini sono tutti settori che ogni anno competono per le stesse risorse di bilancio. Non significa essere contrari allo sport o alla realizzazione di un nuovo impianto. Significa pretendere che una decisione che impegna milioni di euro e condiziona i bilanci futuri sia accompagnata da una programmazione seria, da una progettazione solida e da una valutazione trasparente delle priorità. E proprio perché parliamo di un'opera interamente sostenuta dal Comune, diventa ancora più difficile comprendere come si possa arrivare a questa fase con un primo progetto costato quasi 170 mila euro che deve essere profondamente rivisto. La questione, quindi, non è soltanto quanto costa costruire il Palasaline.

La questione è quanto costa progettare, correggere, finanziare e infine sostenere quest'opera nel tempo. Quasi 170 mila euro per il primo progetto, altri 79 mila euro per la progettazione esecutiva, 1,231 milioni di risorse dirette del bilancio comunale e un mutuo da 2,5 milioni che accompagnerà le casse comunali negli anni successivi. Sono numeri importanti. E dietro quei numeri ci sono sempre i soldi dei cittadini. Noi continueremo quindi a guardare dal buco della serratura. Non per fermare le opere, ma perché quando un'amministrazione decide di impegnare milioni di euro e di condizionare i bilanci futuri, il compito di chi rappresenta i cittadini è guardare ogni dettaglio. Quanto del primo progetto dovrà essere rifatto? Ci sono prestazioni che rischiano di essere pagate due volte? E soprattutto: vale la pena vincolare per dieci anni il bilancio comunale su un'opera che parte già con una progettazione da rivedere profondamente? Sono domande legittime. E meritano risposte altrettanto chiare», conclude.
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