
Attualità
Caro carburante in agricoltura, Giacomantonio: «Occorre un’azione risolutiva a livello nazionale»
L’intervista a Giuseppe Giacomantonio, presidente del Consorzio della Cipolla Bianca di Margherita Igp
Margherita - lunedì 31 agosto 2026
17.29
L'aumento del costo del carburante sta incidendo notevolmente su tutti i settori, incluso quello dell'agricoltura. A evidenziare problematiche e criticità, è il Consorzio della Cipolla bianca di Margherita IGP, che denuncia il rincaro dei costi legati al trasporto primario e alla distribuzione del prodotto. A queste criticità, va ad aggiungersi un significativo calo della produzione, registrato negli ultimi mesi, aggravato ulteriormente dal cambiamento climatico.
Abbiamo intervistato Giuseppe Giacomantonio, presidente del Consorzio della Cipolla Bianca di Margherita IGP, ponendogli alcune domande sulla produzione e sulle vendite di quest'anno, approfondendo le criticità legate ai cambiamenti climatici.
Quanto sta pesando l'aumento del costo del carburante sui costi di produzione della cipolla bianca IGP e cosa chiede il Consorzio alle istituzioni?
«Per i produttori il caro carburante pesa sicuramente. Ma ad accusare di più il rincaro è chi trasforma il prodotto. Questo perché grava su di lui il costo del trasporto primario come anche quello relativo alla distribuzione. Rincari che si sommano a quelli degli imballaggi, il cui costo è lievitato del 20%. Le istituzioni locali su questa questione possono fare ben poco, occorre un'azione risolutiva a livello nazionale».
Com'è andata la stagione estiva 2026, in termini di produzione, raccolta e vendite?
«Abbiamo registrato un significativo calo della produzione media quintale/ettaro (meno 20% circa), non inficiando sulla qualità del prodotto, ottima per tutta la durata della campagna. Sono le conseguenze del cambiamento climatico. Ricordiamo che sul nostro territorio c'è stata una bomba d'acqua a marzo e poi la siccità ha preso il sopravvento. A gravare su questa situazione anche la mancanza di fornitura d'acqua da parte del Consorzio per la Bonifica della Capitanata. Ci è stata fornita in modo continuativo solo in questi giorni, dopo mesi di stop».
Ci sono state criticità legate ai cambiamenti climatici che hanno influito sulla raccolta e sulla conservazione?
«Già a inizio campagna si poteva prevedere che i risultati non sarebbero stati quelli attesi. I numeri definitivi arriveranno a ottobre. Ma si può comunque affermare che ci sono stati circa 6 mila quintali di cipolle in meno alla produzione».
Abbiamo intervistato Giuseppe Giacomantonio, presidente del Consorzio della Cipolla Bianca di Margherita IGP, ponendogli alcune domande sulla produzione e sulle vendite di quest'anno, approfondendo le criticità legate ai cambiamenti climatici.
Quanto sta pesando l'aumento del costo del carburante sui costi di produzione della cipolla bianca IGP e cosa chiede il Consorzio alle istituzioni?
«Per i produttori il caro carburante pesa sicuramente. Ma ad accusare di più il rincaro è chi trasforma il prodotto. Questo perché grava su di lui il costo del trasporto primario come anche quello relativo alla distribuzione. Rincari che si sommano a quelli degli imballaggi, il cui costo è lievitato del 20%. Le istituzioni locali su questa questione possono fare ben poco, occorre un'azione risolutiva a livello nazionale».
Com'è andata la stagione estiva 2026, in termini di produzione, raccolta e vendite?
«Abbiamo registrato un significativo calo della produzione media quintale/ettaro (meno 20% circa), non inficiando sulla qualità del prodotto, ottima per tutta la durata della campagna. Sono le conseguenze del cambiamento climatico. Ricordiamo che sul nostro territorio c'è stata una bomba d'acqua a marzo e poi la siccità ha preso il sopravvento. A gravare su questa situazione anche la mancanza di fornitura d'acqua da parte del Consorzio per la Bonifica della Capitanata. Ci è stata fornita in modo continuativo solo in questi giorni, dopo mesi di stop».
Ci sono state criticità legate ai cambiamenti climatici che hanno influito sulla raccolta e sulla conservazione?
«Già a inizio campagna si poteva prevedere che i risultati non sarebbero stati quelli attesi. I numeri definitivi arriveranno a ottobre. Ma si può comunque affermare che ci sono stati circa 6 mila quintali di cipolle in meno alla produzione».
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