Elena Muoio
Elena Muoio
Attualità

Elena Muoio: «Chiusura dell'Ufficio Giudice di Pace? maggiori costi e disagi per i cittadini»

La nota integrale del consigliere comunale Elena Muoio

Il Consigliere comunale, l'avvocato Elena Muoio, dichiara che la decisione del sindaco Lodispoto di non partecipare alla quota parte per il sostegno del G.d.P. nella sede di Trinitapoli rappresenta una scelta grave, che suscita amarezza, indignazione e profonda preoccupazione. Non siamo di fronte a una semplice valutazione contabile, ma a un atto politico e istituzionale che incide direttamente sui diritti dei cittadini, sull'accesso alla giustizia e sulla presenza dello Stato nel nostro territorio.

«A rendere questa decisione ancora più difficile da accettare è il metodo con cui è stata assunta. Una scelta di tale portata, che riguarda l'intera cittadinanza, non è stata né condivisa né discussa in Consiglio comunale, che è e resta la sede naturale del confronto democratico. Portare la questione in aula avrebbe significato trasparenza, ascolto e responsabilità. Escludere il Consiglio, di fatto, significa escludere i cittadini», dichiara Muoio.

«Le conseguenze di questa rinuncia sono evidenti: maggiori costi e disagi per i cittadini, in particolare per le fasce più deboli, costretti a rivolgersi ad altre sedi giudiziarie come il Tribunale di Foggia; un colpo durissimo alla nostra categoria di avvocati, perché nessun "vero avvocato" può accettare una decisione simile! Non solo... ad essere colpito è anche tutto l'indotto professionale che ruota attorno al presidio giudiziario».

«Ma vi è un profilo ancora più grave che non può essere ignorato. Perdere un presidio di legalità in città come le nostre, troppo spesso segnate da episodi di illegalità e di fragilità, è una scelta profondamente sbagliata e pericolosa. È deleteria per l'immagine delle nostre comunità e, soprattutto, per la tutela concreta dei cittadini onesti».

«Dove lo Stato arretra, altri spazi rischiano di essere occupati. Come avvocato e come istituzione sento il dovere di dire che su questi temi non possono esserci né compromessi né silenzi: la tutela dei diritti, la vicinanza della giustizia e la presenza dello Stato non sono costi da tagliare, ma investimenti da difendere. Chi governa ha il dovere di rafforzare i presìdi di legalità, non di smantellarli!»

«La scelta del sindaco Lodispoto, formalizzata con la missiva del 3 dicembre 2025, non è solo un errore amministrativo: è un atto di arroganza politica che svuota il ruolo del nostro Consiglio comunale, che è stato chiaramente di fatto esautorato! È una scelta politica precisa, con conseguenze concrete per cittadini e professionisti, con effetti sulla credibilità delle istituzioni».

«La volontaria omissione nel discutere e condividere questo tema è grave, gravissima! La mia non è una semplice critica nei confronti del sindaco: è un monito! Questo episodio conferma ulteriormente il perché il mio passaggio in minoranza era necessario ed irrinunciabile: è la conseguenza della progressiva perdita di fiducia nei confronti della gestione e del metodo del sindaco Lodispoto»

«Inoltre, il bilancio è stato chiuso in attivo, quindi non c'è alcuna motivazione di natura finanziaria…allora qual è la reale motivazione? Il dubbio nasce soprattutto dal fatto che la questione è stata tenuta "sottaciuta" , nascosta ai cittadini ed al Consiglio comunale. Ricordo inoltre che la mia posizione a favore del mantenimento del presidio del G.d.P. di Trinitapoli era già stata chiaramente espressa nella precedente legislatura dell'attuale sindaco. Forse anche per questo è stata omessa volutamente ogni comunicazione nei miei confronti, anche se a dicembre facevo parte della maggioranza?»

«La speranza è che questa scelta possa essere ancora ripensata ed affrontata con maggiore trasparenza, partecipazione e rispetto del ruolo del C.C. e dei cittadini che esso rappresenta, con lo stesso senso di responsabilità che ha dimostrato e sta dimostrando il sindaco di Trinitapoli e avvocato Francesco Di Feo»

«La politica ha un dovere: scegliere da che parte stare. Io so bene da che parte sto: dalla parte dei cittadini, della giustizia e della legalità. Come diceva Giovanni Falcone: "La legalità è una condizione concreta di libertà". E come ricordava Piero Calamandrei: "La giustizia è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare"», conclude.
  • Politica
Altri contenuti a tema
Nomine Provincia Bat, Lamacchia (PD): «Il segno della peggiore politica» Nomine Provincia Bat, Lamacchia (PD): «Il segno della peggiore politica» La nota del segretario PD Bat
Elena Muoio: «Non rispondo ai "topi da tastiera". Ora è il tempo della Festa Patronale» Elena Muoio: «Non rispondo ai "topi da tastiera". Ora è il tempo della Festa Patronale» La nota della consigliera comunale Elena Muoio
Movimento "Margherita 2028": «I nostri commercianti abbandonati, l'amministrazione Lodispoto affossa la città» Movimento "Margherita 2028": «I nostri commercianti abbandonati, l'amministrazione Lodispoto affossa la città» Il movimento politico denuncia sprechi di fondi pubblici, eventi senza partecipazione e crisi delle attività locali
Margherita di Savoia, raccolta differenziata: «Perché i dati non sono stati trasmessi?» Margherita di Savoia, raccolta differenziata: «Perché i dati non sono stati trasmessi?» La nota dei consiglieri comunali Elena Muoio e Vittorio Emanuele Quarta
Lega, incontro strategico tra il consigliere Giuseppe Frappampina e il Ministro Salvini Lega, incontro strategico tra il consigliere Giuseppe Frappampina e il Ministro Salvini Focus su infrastrutture, agricoltura e le prossime sfide elettorali a Bari e nella BAT
Legge elettorale, Frappampina: «Scene da brividi in aula. Il modello Bat sbarca in Parlamento» Legge elettorale, Frappampina: «Scene da brividi in aula. Il modello Bat sbarca in Parlamento» «Noi della Lega continueremo a testa alta la nostra battaglia per la trasparenza e per una legge elettorale davvero democratica»
Consiglio comunale, la replica di Emanuele Quarta al centrodestra Consiglio comunale, la replica di Emanuele Quarta al centrodestra «Io voto gli atti, non le bandiere. Se un provvedimento è utile alla città lo sostengo se è sbagliato lo contrasto»
Dopo il voto nella Bat, Frappampina: «Se vogliamo tornare a vincere e a governare le nostre comunità, dobbiamo invertire la rotta» Dopo il voto nella Bat, Frappampina: «Se vogliamo tornare a vincere e a governare le nostre comunità, dobbiamo invertire la rotta» La nota del consigliere al Municipio 3 del Comune di Bari
© 2001-2026 MargheritaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
MargheritaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.