
Vita di città
Margherita di Savoia dice addio a Black: «L’ultimo cane di quartiere. Un pezzo della nostra storia»
«Era il cane di tutti»: le parole di Octavia Bochie, presidente dell’associazione Leidaa
Margherita - venerdì 2 ottobre 2026
17.29
«Oggi Margherita di Savoia ha perso uno dei suoi abitanti più speciali. Black ci ha lasciati. E con lui se ne va un pezzo del mio cuore, ma anche un pezzo della storia di questo paese. Stava male da qualche giorno. Era anziano, tanto anziano…forse 16, forse 17 anni, forse anche di più. E questa volta non c'era più niente da curare».
Queste le parole della presidente dell'associazione Leidaa, Octavia Bochie, che ha accompagnato e accudito Black fino al suo ultimo respiro, insieme alla volontaria Francesca. Black non aveva un solo padrone ma aveva un intero paese. Girava per le strade e le piazze di Margherita di Savoia con i suoi percorsi abituali e la sua voglia di autonomia.
«Io ho incontrato Black circa sette anni fa. Mi dissero che si chiamava Black. Io, invece, l'ho sempre visto più White: luce pura su quattro zampe. Black era un cane libero. Un cane di quartiere. Era testardo. Terribilmente testardo. Ma quella testardaggine era la sua libertà. Poi un giorno il destino gli ha portato via una zampa. Lo trovai immobile sull'asfalto dopo essere stato investito. Fu un momento terribile. Un intervento difficile, una scelta dolorosa: amputare. Black è diventato un tripode. Ma lui voleva vivere. Voleva uscire. Voleva tornare in paese. Voleva fare i suoi giri. E così è stato. Da quel giorno è rimasto con me. Per sei anni. Sei anni durante i quali non ho mai cercato una famiglia per lui. Perché Black una famiglia ce l'aveva già. Aveva me. Aveva la zia Francesca. Aveva tutte le persone che lo conoscevano. Aveva le strade del suo paese, le sue piazze, i suoi amici. Era il cane di tutti», racconta la presidente.
Negli ultimi anni, quando il corpo cominciava ad affaticarsi più velocemente, c'era sempre con lui la "zia Francesca": lo accompagnava a fare lunghi giri in macchina, poi a passeggiare per tutto il paese, rispettando i suoi tempi e la sua fatica.
La presidente Octavia Bochie rivolge a Black un ultimo e commovente saluto: «Ciao Black. Corri libero, adesso. Con tutte e quattro le zampe. Torna nelle strade che hai amato. Torna nelle tue piazze. Fai tutti i giri che vuoi. Nessuno ti dirà più di tornare a casa. Perché, in fondo, tu una casa non l'hai mai avuta. Hai avuto qualcosa di molto più grande: un paese intero. E oggi quel paese perde uno dei suoi abitanti più veri. Addio Black. Ultimo cane di quartiere. Amico di tutti. Pezzo della nostra storia. Pezzo del mio cuore. Grazie per questi sei anni insieme. Io non ti dimenticherò mai. E spero che, ogni volta che qualcuno passerà da quelle piazze e sentirà la mancanza di un cane bianco a tre zampe, penserà a te. Perché Black non era "un cane randagio". Black era Black. E Black era di tutti noi».
Queste le parole della presidente dell'associazione Leidaa, Octavia Bochie, che ha accompagnato e accudito Black fino al suo ultimo respiro, insieme alla volontaria Francesca. Black non aveva un solo padrone ma aveva un intero paese. Girava per le strade e le piazze di Margherita di Savoia con i suoi percorsi abituali e la sua voglia di autonomia.
«Io ho incontrato Black circa sette anni fa. Mi dissero che si chiamava Black. Io, invece, l'ho sempre visto più White: luce pura su quattro zampe. Black era un cane libero. Un cane di quartiere. Era testardo. Terribilmente testardo. Ma quella testardaggine era la sua libertà. Poi un giorno il destino gli ha portato via una zampa. Lo trovai immobile sull'asfalto dopo essere stato investito. Fu un momento terribile. Un intervento difficile, una scelta dolorosa: amputare. Black è diventato un tripode. Ma lui voleva vivere. Voleva uscire. Voleva tornare in paese. Voleva fare i suoi giri. E così è stato. Da quel giorno è rimasto con me. Per sei anni. Sei anni durante i quali non ho mai cercato una famiglia per lui. Perché Black una famiglia ce l'aveva già. Aveva me. Aveva la zia Francesca. Aveva tutte le persone che lo conoscevano. Aveva le strade del suo paese, le sue piazze, i suoi amici. Era il cane di tutti», racconta la presidente.
Negli ultimi anni, quando il corpo cominciava ad affaticarsi più velocemente, c'era sempre con lui la "zia Francesca": lo accompagnava a fare lunghi giri in macchina, poi a passeggiare per tutto il paese, rispettando i suoi tempi e la sua fatica.
La presidente Octavia Bochie rivolge a Black un ultimo e commovente saluto: «Ciao Black. Corri libero, adesso. Con tutte e quattro le zampe. Torna nelle strade che hai amato. Torna nelle tue piazze. Fai tutti i giri che vuoi. Nessuno ti dirà più di tornare a casa. Perché, in fondo, tu una casa non l'hai mai avuta. Hai avuto qualcosa di molto più grande: un paese intero. E oggi quel paese perde uno dei suoi abitanti più veri. Addio Black. Ultimo cane di quartiere. Amico di tutti. Pezzo della nostra storia. Pezzo del mio cuore. Grazie per questi sei anni insieme. Io non ti dimenticherò mai. E spero che, ogni volta che qualcuno passerà da quelle piazze e sentirà la mancanza di un cane bianco a tre zampe, penserà a te. Perché Black non era "un cane randagio". Black era Black. E Black era di tutti noi».








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