Auto Ofanto. <span>Foto Giuseppe Capacchione</span>
Auto Ofanto. Foto Giuseppe Capacchione
Cronaca

Carcasse di auto recuperate dal fiume Ofanto

Mezzi rubati e cannibalizzati, la scocche abbandonate nel corso d'acqua

Le carcasse di decine di auto di grossa cilindrata sono state recuperate dal fiume Ofanto. Si tratta di modelli nuovissimi, alcuni prodotti da meno di un anno. Tutte scocche di vetture cannibalizzate e gettate nel vecchio Aufidus. Alcune sono state date alle fiamme per cancellare ogni traccia. I pezzi, come accede in questi casi, si presume venduti sul mercato nero dei ricambi. Con ogni probabilità erano automobili rubate, frutto di una delle tante razzie che vengono effettuate sul territorio. Ritrovate in un punto inaccessibile, quindi potrebbero essere state abbandonate in un'altra zona e poi trascinate dalla corrente. Macchine costose e marchi di prestigio come i suv Porsche, Mercedes e BMW. Le campagne della Provincia di sono diventate veri cimiteri di auto rubate. Soprattutto il tratto compreso fra Andria e Barletta. Carcasse incendiate e abbandonate, alcune anche da oltre 10 anni, modelli andati fuori produzione e quindi non più appetibili per i ladri d'auto. Il fiume Ofanto non è l'unico corso d'acqua che nasconde le scocche. Anche il canale Coppetta Camaggi collettore delle acque reflue del depuratore del comune di Andria al suo interno contiene numerose carcasse non solo di macchine ma anche di mezzi da lavoro. Non sempre vengono recuperate. Purtroppo quando le scocche rimangono per lungo tempo nei corsi d'acqua si depositano sul fondale e, oltre a una danno all'ambiente, con i detriti creano ingorghi e provocano esondazioni che danneggiano le colture dei terreni circostanti.
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