
Attualità
Rifiuti e degrado tra Alma Dannata e Foce Carmosina, Quarta: «Necessaria l’installazione di fototrappole»
Il consigliere comunale di Margherita di Savoia e consigliere provinciale Bat, Emanuele Quarta, denuncia i gravi episodi di degrado
Margherita - giovedì 20 agosto 2026
11.56
Sacchetti, rifiuti di vario tipo e materiali abbandonati. Questa la situazione di abbandono riscontrata nella zona Alma Dannata-Foce Carmosina che si ripete ogni anno durante la stagione estiva, interessando varie aree accessibili lungo la statale.
Si tratta di un grave episodio di degrado ambientale denunciato sui social dal consigliere comunale di Margherita di Savoia e consigliere provinciale Bat Emanuele Quarta, che segnala, ormai da diversi tempo, tale situazione.
«Ogni rifiuto abbandonato comporta un costo aggiuntivo per la sua rimozione - spiega il consigliere Quarta - incrementa la quantità di indifferenziato e contribuisce all'aumento dell'ecotassa e, di conseguenza, della TARI. A pagare sono ancora una volta i cittadini corretti, che rispettano le regole e svolgono regolarmente la raccolta differenziata».
Lo scorso 5 agosto è giunta dal Comune di Margherita di Savoia la comunicazione di aver elevato otto sanzioni in meno di due mesi. Si tratta però di un dato insufficiente rispetto alla vastità e alla continuità del fenomeno.
«Quante violazioni - prosegue Quarta - sarebbero state accertate con una rete di fototrappole mobili posizionate nei punti maggiormente interessati? Probabilmente molte di più, considerando che gli autori degli abbandoni arrivano quasi sempre a bordo di veicoli facilmente identificabili attraverso le targhe. Da anni la soluzione adottata dal sindaco di Margherita di Savoia, che ricopre anche il ruolo di presidente della Provincia Bat, consiste principalmente nella chiusura delle piazzole di sosta attraverso specifiche ordinanze. Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti: i rifiuti non scompaiono, ma vengono semplicemente abbandonati poco più avanti, nelle campagne prospicienti. Il problema viene spostato e non risolto».
Secondo quanto dichiarato dal consigliere, per superare definitivamente la gestione emergenziale è necessario predisporre una strategia strutturata, fondata sulla mappatura digitale dei punti maggiormente interessati, sull'installazione di fototrappole mobili, sul monitoraggio costante del territorio, sulla rimozione tempestiva dei cumuli e sull'applicazione di sanzioni certe.
«Non si può continuare a scaricare tutto l'onere sugli operatori ecologici e sulla Polizia locale, ai quali va garantito il supporto di strumenti tecnologici e di un'organizzazione adeguata. Serve soprattutto una chiara volontà politica di affrontare concretamente il fenomeno. Gli incivili devono comprendere che il territorio è controllato e che chi abbandona i rifiuti viene individuato e sanzionato. Lo dobbiamo ai cittadini rispettosi delle regole, al nostro ambiente e soprattutto ai nostri figli», conclude.
Si tratta di un grave episodio di degrado ambientale denunciato sui social dal consigliere comunale di Margherita di Savoia e consigliere provinciale Bat Emanuele Quarta, che segnala, ormai da diversi tempo, tale situazione.
«Ogni rifiuto abbandonato comporta un costo aggiuntivo per la sua rimozione - spiega il consigliere Quarta - incrementa la quantità di indifferenziato e contribuisce all'aumento dell'ecotassa e, di conseguenza, della TARI. A pagare sono ancora una volta i cittadini corretti, che rispettano le regole e svolgono regolarmente la raccolta differenziata».
Lo scorso 5 agosto è giunta dal Comune di Margherita di Savoia la comunicazione di aver elevato otto sanzioni in meno di due mesi. Si tratta però di un dato insufficiente rispetto alla vastità e alla continuità del fenomeno.
«Quante violazioni - prosegue Quarta - sarebbero state accertate con una rete di fototrappole mobili posizionate nei punti maggiormente interessati? Probabilmente molte di più, considerando che gli autori degli abbandoni arrivano quasi sempre a bordo di veicoli facilmente identificabili attraverso le targhe. Da anni la soluzione adottata dal sindaco di Margherita di Savoia, che ricopre anche il ruolo di presidente della Provincia Bat, consiste principalmente nella chiusura delle piazzole di sosta attraverso specifiche ordinanze. Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti: i rifiuti non scompaiono, ma vengono semplicemente abbandonati poco più avanti, nelle campagne prospicienti. Il problema viene spostato e non risolto».
Secondo quanto dichiarato dal consigliere, per superare definitivamente la gestione emergenziale è necessario predisporre una strategia strutturata, fondata sulla mappatura digitale dei punti maggiormente interessati, sull'installazione di fototrappole mobili, sul monitoraggio costante del territorio, sulla rimozione tempestiva dei cumuli e sull'applicazione di sanzioni certe.
«Non si può continuare a scaricare tutto l'onere sugli operatori ecologici e sulla Polizia locale, ai quali va garantito il supporto di strumenti tecnologici e di un'organizzazione adeguata. Serve soprattutto una chiara volontà politica di affrontare concretamente il fenomeno. Gli incivili devono comprendere che il territorio è controllato e che chi abbandona i rifiuti viene individuato e sanzionato. Lo dobbiamo ai cittadini rispettosi delle regole, al nostro ambiente e soprattutto ai nostri figli», conclude.
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