Valorizzare l’ecosistema e la biodiversità: Margherita celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide. <span>Foto Salvatore Giannino </span>
Valorizzare l’ecosistema e la biodiversità: Margherita celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide. Foto Salvatore Giannino
Territorio

Valorizzare l’ecosistema e la biodiversità: Margherita celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide

Salvatore Giannino, guida ambientale e presidente dell’associazione “Fare Natura”, spiega l’importanza di questa giornata

Sensibilizzare la comunità sull'importanza dell'ecosistema delle Zone Umide per la biodiversità, il clima, la fornitura d'acqua e la sopravvivenza degli esseri viventi. È questo l'obiettivo della Giornata Mondiale delle Zone Umide che si celebra oggi, 1 febbraio, con una serie di iniziative per conoscere e contribuire alla loro salvaguardia e tutela.

Per l'occasione abbiamo intervistato Salvatore Giannino, guida ambientale e presidente dell'associazione "Fare Natura" di Margherita di Savoia, che ci ha fornito una serie di spunti di riflessione e di approfondimento sull'importanza di questa giornata.

Qual è il significato e l'importanza di celebrare la Giornata Mondiale delle Zone Umide e quali sono le attività in programma a Margherita di Savoia?


«La Giornata è dedicata a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza delle zone umide (come paludi, lagune, torbiere, estuari e saline) che sono ecosistemi fondamentali che offrono servizi vitali per il pianeta, tra cui: habitat per molte specie di piante e animali; regolazione delle risorse idriche (inclusi qualità e disponibilità dell'acqua); mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici. La World Wetlands Day si celebra ogni anno il 2 febbraio per ricordare l'adozione della Convenzione di Ramsar nel 1971, un trattato internazionale finalizzato alla tutela delle zone umide di importanza internazionale. Il tema di quest'anno è: "Zone umide e conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale". Questo titolo mette in evidenza il ruolo delle conoscenze tradizionali e delle pratiche culturali nell'uso sostenibile, nella conservazione e nella gestione delle zone umide, riconoscendo che le comunità locali e i saperi antichi spesso custodiscono metodi preziosi per mantenere in equilibrio questi ecosistemi. Le attività previste nella zona umida della Salina di Margherita di Savoia e dell'Oasi Laguna del Re a Siponto da noi organizzate oggi includono: passeggiate naturalistiche guidate per scoprire i paesaggi e gli habitat tipici delle zone umide; attività di educazione ambientale dedicate a bambini e ragazzi; incontri divulgativi e momenti di osservazione della fauna e del paesaggio; laboratori didattici dedicati alle zone umide. I ragazzi scoprono il ruolo degli uccelli migratori, l'importanza delle piante alofile, il valore degli insetti e dei microrganismi nel mantenimento dell'equilibrio dell'ecosistema. Allo stesso tempo, vengono introdotti alla storia e alle tradizioni locali, comprendendo come il lavoro dell'uomo, se svolto in modo sostenibile, abbia contribuito alla conservazione di questi ambienti».

In che modo le conoscenze tradizionali locali contribuiscono alla tutela delle Zone Umide, intrecciando storia, Saline e biodiversità?

«Le conoscenze tradizionali locali proteggono la biodiversità, mantengono vivi i paesaggi, raccontano la storia di un equilibrio possibile tra uomo e natura. Tutelandole, si preservano non solo gli ecosistemi delle Zone Umide, ma anche la memoria storica e culturale delle comunità che le abitano. In territori caratterizzati dalla presenza delle saline come il nostro, l'interazione tra uomo e natura ha prodotto nel tempo un equilibrio delicato ma efficace. La gestione dell'acqua, la manutenzione dei canali, la regolazione dei livelli di salinità e il rispetto dei cicli stagionali non erano solo funzionali alla produzione del sale, ma hanno contribuito alla creazione di habitat ideali per numerose specie animali e vegetali. Le saline, infatti, sono veri e propri paesaggi culturali, dove l'intervento umano, se continuo e consapevole, ha favorito la presenza di uccelli migratori, piante alofile e una ricca microfauna. In molti casi, l'abbandono di queste pratiche tradizionali ha portato a un degrado ambientale, dimostrando come la tutela della biodiversità passi anche attraverso il mantenimento delle attività storiche. Le conoscenze tramandate di generazione in generazione permettono inoltre di riconoscere i segnali della natura, di intervenire senza alterare gli equilibri ecologici e di rispettare i tempi della fauna, ad esempio durante i periodi di nidificazione. Si tratta di un sapere spesso non scritto, ma estremamente prezioso. Oggi, di fronte alle sfide globali legate ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, queste conoscenze tradizionali trovano nuova forza se integrate con la ricerca scientifica e le politiche ambientali moderne».

Le attività educative per bambini e ragazzi possono contribuire a valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico di questi ecosistemi, affinché la loro tutela diventi una responsabilità condivisa?


«Le attività educative per bambini e ragazzi sono fondamentali per valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico delle zone umide e per trasformare la tutela in una responsabilità condivisa e consapevole. L'educazione ambientale permette ai più giovani di conoscere questi ecosistemi non solo attraverso lo studio teorico, ma soprattutto tramite l'esperienza diretta: visite guidate, laboratori all'aperto, osservazione della fauna, attività di narrazione e giochi educativi aiutano bambini e ragazzi a sviluppare un legame emotivo con il territorio. È proprio questo legame che rende la tutela più efficace e duratura. Attraverso il racconto della storia locale, delle tradizioni legate alle saline e del lavoro delle comunità che per secoli hanno convissuto con le zone umide, i giovani comprendono che questi ambienti non sono luoghi distanti o astratti, ma parte della loro identità culturale. In questo modo, la biodiversità non viene percepita come qualcosa da proteggere "per obbligo", ma come un valore da difendere perché appartiene alla propria comunità. Bambini e ragazzi diventano così ambasciatori di buone pratiche, capaci di diffondere sensibilità ambientale anche all'interno delle famiglie. Infine, investire nell'educazione significa costruire il futuro della tutela ambientale. Una comunità che cresce conoscendo e rispettando le proprie zone umide sarà una comunità più attenta, partecipe e pronta a difendere questo patrimonio nel tempo».
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