
Territorio
Una lieve mareggiata questa mattina sulla spiaggia di Margherita di Savoia
Le onde hanno raggiunto i gazebo di alcuni stabilimenti balneari, senza però registrare danni
Margherita - giovedì 5 febbraio 2026
22.38
Una lieve mareggiata ha animato questa mattina la spiaggia di Margherita di Savoia, con le onde che hanno raggiunto i gazebo di alcuni stabilimenti balneari, senza però registrare nessun danno a strutture o persone. L'acqua si è spinta fino a pochi metri dal lungomare, creando uno spettacolo suggestivo e trasformando la spiaggia in una "piccola Venezia".
Il fenomeno, tipico dei mesi invernali nel Mar Adriatico, è dovuto a mareggiate causate da venti che generano onde alte e potenti. Secondo quanto spiegato da Salvatore Giannino, guida ambientale e presidente dell'associazione "Fare Natura", queste mareggiate rappresentano un fenomeno storico a Margherita di Savoia, che possono verificarsi tutto l'anno, in base alle condizioni meteorologiche.
«Storicamente - racconta Salvatore Giannino - le mareggiate hanno caratterizzato specifici periodi dell'anno, spesso in concomitanza con particolari eventi meteorologici. I cambiamenti climatici in atto, tuttavia, rischiano di aumentarne la frequenza e la pericolosità. Secondo le mappe italiane che analizzano l'evoluzione futura delle coste, Margherita di Savoia rientra tra le aree a rischio idrogeologico. A questo quadro contribuiscono diversi fattori, tra cui la progressiva distruzione delle dune costiere, fondamentali per la protezione del litorale, e il ridotto apporto di sedimenti fluviali. Nel nostro territorio, un ruolo chiave è stato storicamente svolto dal fiume Ofanto. Nel corso dei secoli, il fiume ha trasportato verso il mare sedimenti derivanti dall'erosione di materiali vulcanici del Monte Vulture, convogliati attraverso le fiumare affluenti. Questi sedimenti, una volta giunti in mare, venivano redistribuiti dalle correnti lungo la fascia costiera, contribuendo alla sua morfologia. Tale sistema naturale ha favorito nel tempo la formazione delle dune e delle zone umide retrodunali, oggi rappresentate, nel nostro territorio, dalla Salina di Margherita di Savoia. Gli eventi estremi che si verificano sempre più frequentemente e che hanno messo in evidenza la fragilità dei territori, come dimostrano anche i recenti accadimenti in Sicilia, devono indurci a riflettere sulle azioni dell'uomo e su come esse abbiano alterato equilibri naturali delicati, con conseguenze potenzialmente gravi non solo per l'ambiente, ma anche per la sicurezza e il futuro del genere umano».
L'episodio di questa mattina ha richiamato curiosi e passeggiatori mattutini, che hanno immortalato il suggestivo scenario con foto e video sui social.
Il fenomeno, tipico dei mesi invernali nel Mar Adriatico, è dovuto a mareggiate causate da venti che generano onde alte e potenti. Secondo quanto spiegato da Salvatore Giannino, guida ambientale e presidente dell'associazione "Fare Natura", queste mareggiate rappresentano un fenomeno storico a Margherita di Savoia, che possono verificarsi tutto l'anno, in base alle condizioni meteorologiche.
«Storicamente - racconta Salvatore Giannino - le mareggiate hanno caratterizzato specifici periodi dell'anno, spesso in concomitanza con particolari eventi meteorologici. I cambiamenti climatici in atto, tuttavia, rischiano di aumentarne la frequenza e la pericolosità. Secondo le mappe italiane che analizzano l'evoluzione futura delle coste, Margherita di Savoia rientra tra le aree a rischio idrogeologico. A questo quadro contribuiscono diversi fattori, tra cui la progressiva distruzione delle dune costiere, fondamentali per la protezione del litorale, e il ridotto apporto di sedimenti fluviali. Nel nostro territorio, un ruolo chiave è stato storicamente svolto dal fiume Ofanto. Nel corso dei secoli, il fiume ha trasportato verso il mare sedimenti derivanti dall'erosione di materiali vulcanici del Monte Vulture, convogliati attraverso le fiumare affluenti. Questi sedimenti, una volta giunti in mare, venivano redistribuiti dalle correnti lungo la fascia costiera, contribuendo alla sua morfologia. Tale sistema naturale ha favorito nel tempo la formazione delle dune e delle zone umide retrodunali, oggi rappresentate, nel nostro territorio, dalla Salina di Margherita di Savoia. Gli eventi estremi che si verificano sempre più frequentemente e che hanno messo in evidenza la fragilità dei territori, come dimostrano anche i recenti accadimenti in Sicilia, devono indurci a riflettere sulle azioni dell'uomo e su come esse abbiano alterato equilibri naturali delicati, con conseguenze potenzialmente gravi non solo per l'ambiente, ma anche per la sicurezza e il futuro del genere umano».
L'episodio di questa mattina ha richiamato curiosi e passeggiatori mattutini, che hanno immortalato il suggestivo scenario con foto e video sui social.




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