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Il comune di Margherita replica duramente alla minoranza: «Cifre a vanvera e accuse infondate»
La nota completa
Margherita - giovedì 30 aprile 2026
16.58 Comunicato Stampa
«Dispiace davvero che, nonostante l'esaustiva e chiarissima spiegazione fornita in aula dal responsabile dei servizi finanziari dell'Ente Dott. Fabrizio Falcone durante i lavori del consiglio comunale di lunedì 27 aprile scorso, quattro esponenti della minoranza continuino con protervia nel loro atteggiamento improntato a pura demagogia». Inizia così la replica dell'amministrazione comunale al comunicato stampa diffuso da parte di quattro consiglieri di opposizione dopo il consiglio comunale di lunedì scorso.
«Parlano di tasse al massimo e riscossioni al minimo, sparano cifre a vanvera sui crediti "inesigibili" ma la verità, purtroppo per loro, è che i documenti bisogna saperli leggere, altrimenti si rischia di dichiarare il falso, distogliendo in modo strumentale l'opinione pubblica dalla realtà dei fatti. Il problema è che, oltre a non saper leggere le carte, costoro sono anche disattenti perché non hanno recepito neppure i chiarimenti che sono stati esposti in aula durante la discussione».
La spiegazione entra maggiormente nel dettaglio: «A pagina 14 della relazione dell'organo di revisione sono stati riportati in linea generale i minori residui attivi e passivi derivanti dal riaccertamento ordinario dei residui (approvato con delibera di Giunta comunale n. 46 del 18 marzo 2026), distinguendo la parte corrente con la parte capitale: i tributi locali (IMU, TARI, ecc.) rientrano nella parte corrente che ammonta ad € 2.223.447,18, la restante somma riguarda la parte capitale che principalmente deriva da finanziamenti di opere pubbliche per le quali si sono verificate delle economie.
Il dettaglio dei dati reali e veritieri è riportato a pagina 12 dell'allegato "A" della delibera di Giunta n. 46 del 18 marzo 2026 (pubblicata sul sito istituzionale dell'ente da oltre 40 giorni e quindi accessibile a tutti), con l'indicazione seguente:
- residui attivi (crediti) ritenuti "inesigibili" per un ammontare di soli € 76.429,97 (non 2.600.000!);
- residui attivi (crediti) stralciati dal conto al bilancio e confluiti nello stato patrimoniale, nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 11 comma 6 lett. e) del D.Lgs. 118/2011 (si veda al riguardo la delibera della Corte dei Conti Sez. Reg. Marche n. 144/2023) per un ammontare di € 2.038.157,48; da evidenziare che questi crediti sono assolutamente esigibili e dunque non sono andati perduti;
- residui attivi (crediti) eliminati per minore entrata pari ad euro 491.567,75 principalmente di parte capitale, e quindi derivanti da economie di opere pubbliche finanziate da altri enti».
«I commenti – conclude la replica – li lasciamo ai cittadini: noi, oltre ad esprimere solidarietà alle assessore Santobuono e Damato (fatte oggetto di ingiustificati attacchi personali), vogliamo ribadire le nostre perplessità riguardo uno strumento come la rottamazione, che saranno approfondite considerato che non vi è un termine prescrizionale per aderire. Non è con questi comportamenti che si vincono le campagne elettorali: credevamo lo aveste capito ma evidentemente non è così».
«Parlano di tasse al massimo e riscossioni al minimo, sparano cifre a vanvera sui crediti "inesigibili" ma la verità, purtroppo per loro, è che i documenti bisogna saperli leggere, altrimenti si rischia di dichiarare il falso, distogliendo in modo strumentale l'opinione pubblica dalla realtà dei fatti. Il problema è che, oltre a non saper leggere le carte, costoro sono anche disattenti perché non hanno recepito neppure i chiarimenti che sono stati esposti in aula durante la discussione».
La spiegazione entra maggiormente nel dettaglio: «A pagina 14 della relazione dell'organo di revisione sono stati riportati in linea generale i minori residui attivi e passivi derivanti dal riaccertamento ordinario dei residui (approvato con delibera di Giunta comunale n. 46 del 18 marzo 2026), distinguendo la parte corrente con la parte capitale: i tributi locali (IMU, TARI, ecc.) rientrano nella parte corrente che ammonta ad € 2.223.447,18, la restante somma riguarda la parte capitale che principalmente deriva da finanziamenti di opere pubbliche per le quali si sono verificate delle economie.
Il dettaglio dei dati reali e veritieri è riportato a pagina 12 dell'allegato "A" della delibera di Giunta n. 46 del 18 marzo 2026 (pubblicata sul sito istituzionale dell'ente da oltre 40 giorni e quindi accessibile a tutti), con l'indicazione seguente:
- residui attivi (crediti) ritenuti "inesigibili" per un ammontare di soli € 76.429,97 (non 2.600.000!);
- residui attivi (crediti) stralciati dal conto al bilancio e confluiti nello stato patrimoniale, nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 11 comma 6 lett. e) del D.Lgs. 118/2011 (si veda al riguardo la delibera della Corte dei Conti Sez. Reg. Marche n. 144/2023) per un ammontare di € 2.038.157,48; da evidenziare che questi crediti sono assolutamente esigibili e dunque non sono andati perduti;
- residui attivi (crediti) eliminati per minore entrata pari ad euro 491.567,75 principalmente di parte capitale, e quindi derivanti da economie di opere pubbliche finanziate da altri enti».
«I commenti – conclude la replica – li lasciamo ai cittadini: noi, oltre ad esprimere solidarietà alle assessore Santobuono e Damato (fatte oggetto di ingiustificati attacchi personali), vogliamo ribadire le nostre perplessità riguardo uno strumento come la rottamazione, che saranno approfondite considerato che non vi è un termine prescrizionale per aderire. Non è con questi comportamenti che si vincono le campagne elettorali: credevamo lo aveste capito ma evidentemente non è così».
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