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Politica
BAT, Giuseppe Frappampina: «Basta diktat dall’alto, il territorio va ascoltato»
La nota consigliere al Municipio 3 del Comune di Bari
Margherita - martedì 9 giugno 2026
14.23 Comunicato Stampa
«Il cappotto te lo sei fatto da solo! State lontano dalle comunità, fate scegliere al territorio i candidati migliori! Chi è di centro destra deve togliere veti, perché oggi molti simboli nelle comunità sono scatole vuote gestite dal "burattinaio" di centro sinistra del momento con accordi di potere trasversali! Tre a zero. Il centro-sinistra fa tripletta nella BAT e noi che facciamo? Giriamo la testa dall'altra parte? No, adesso basta. È il momento dell'analisi, certo, ma soprattutto è il momento di un profondo, radicale ed evitato esame di coscienza per tutto il centrodestra della Provincia di Barletta-Andria-Trani», è quanto dichiarato dall'esponente della Lega Giuseppe Frappampina, consigliere al Municipio 3 del Comune di Bari.
«I risultati parlano chiaro e le scuse stanno a zero. Se il territorio volta le spalle, non è mai colpa degli elettori che "non capiscono", è colpa di chi non ha saputo ascoltare. Questa sconfitta brucia, ma deve servire da sberla per svegliarsi dal torpore delle stanze chiuse e dei tavoli romani o baresi».
«C'è una regola aurea che qualcuno sembra aver dimenticato: sul territorio decidono i locali. Non si possono calare dall'alto strategie, nomi e decisioni ignorando chi la terra la vive, chi ci mette la faccia ogni giorno, chi conosce ogni singola buca, ogni commerciante, ogni agricoltore e ogni periferia delle nostre città. La BAT non è una provincia di serie B da spartirsi col bilancino delle correnti».
«Se vogliamo tornare a vincere, dobbiamo tornare tra la gente. Dobbiamo ridare voce e potere decisionale ai circoli, ai sindaci, ai consiglieri comunali, a chi il centrodestra lo difende sul marciapiede, non sui divani dei palazzi del potere. Ricominciamo da qui: rispetto per il territorio, centralità della base e stop ai diktat calati dall'alto. Altrimenti, la tripletta degli altri diventerà la nostra abitudine. A testa alta, ma con i piedi per terra. Adesso si cambia registro», concludono.
«I risultati parlano chiaro e le scuse stanno a zero. Se il territorio volta le spalle, non è mai colpa degli elettori che "non capiscono", è colpa di chi non ha saputo ascoltare. Questa sconfitta brucia, ma deve servire da sberla per svegliarsi dal torpore delle stanze chiuse e dei tavoli romani o baresi».
«C'è una regola aurea che qualcuno sembra aver dimenticato: sul territorio decidono i locali. Non si possono calare dall'alto strategie, nomi e decisioni ignorando chi la terra la vive, chi ci mette la faccia ogni giorno, chi conosce ogni singola buca, ogni commerciante, ogni agricoltore e ogni periferia delle nostre città. La BAT non è una provincia di serie B da spartirsi col bilancino delle correnti».
«Se vogliamo tornare a vincere, dobbiamo tornare tra la gente. Dobbiamo ridare voce e potere decisionale ai circoli, ai sindaci, ai consiglieri comunali, a chi il centrodestra lo difende sul marciapiede, non sui divani dei palazzi del potere. Ricominciamo da qui: rispetto per il territorio, centralità della base e stop ai diktat calati dall'alto. Altrimenti, la tripletta degli altri diventerà la nostra abitudine. A testa alta, ma con i piedi per terra. Adesso si cambia registro», concludono.
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