
Attualità
«Non siamo senza voglia, siamo senza futuro»: a Margherita gli studenti dell’Aldo Moro in sciopero contro il carovita
Questa mattina gli studenti hanno preso parte alla mobilitazione studentesca per denunciare le difficoltà del diritto allo studio
Margherita - venerdì 16 ottobre 2026
12.11
«Non siamo senza voglia, siamo senza futuro». Con questa frase, scritta su uno degli striscioni affissi questa mattina davanti all'istituto "Aldo Moro" di Margherita di Savoia, gli studenti hanno preso parte alla mobilitazione studentesca per denunciare il carovita, l'aumento dei costi dei libri scolastici e dei biglietti del pullman, fino alle tante spese che ogni anno rendono sempre più difficoltoso il diritto allo studio.
«È una situazione che riguarda anche noi studenti - spiega Sofia, la rappresentante d'istituto - ma soprattutto chi dovrà affrontare l'esame di maturità e dovrà poi confrontarsi con la vita reale. I prezzi dei libri, dei biglietti dei pullman e degli abbonamenti sono aumentati e di conseguenza diventa difficile per noi venire a scuola con serenità. A scuola di queste difficoltà spesso non se ne parla, ma noi studenti dovremmo essere i primi ad essere informati: noi siamo il futuro. Noi non siamo la generazione dei ragazzi senza voglia: siamo la generazione dei ragazzi senza futuro. È questo lo slogan da cui vogliamo partire».
Secondo gli studenti, a scuola si fa poca informazione su queste tematiche. Servirebbe invece una maggiore sensibilizzazione su questioni come le cattedre scoperte, i costi sempre più elevati e le condizioni spesso fatiscenti degli edifici scolastici.
«Molti degli studenti - prosegue Sofia - che hanno preso parte alla manifestazione di questa mattina, hanno realizzato cartelloni e striscioni ed hanno tenuto dei discorsi davanti alla scuola. Purtroppo a scuola la questione non viene affrontata: per questo alcuni studenti non erano al corrente dell'iniziativa. Infatti il nostro obiettivo è proprio quello di sensibilizzare su queste tematiche. Anche se lo sciopero di oggi non è durato molto, è comunque un buon inizio. Quantomeno i ragazzi presenti che rientreranno a casa, potranno raccontare ai genitori quanto accaduto ed avere un confronto con loro».
Emblematico anche il messaggio di un altro cartellone esposto dagli studenti, che racchiude il senso profondo della protesta: «Veniamo a scuola ad imparare, per un futuro che al momento non possiamo permetterci».
«È una situazione che riguarda anche noi studenti - spiega Sofia, la rappresentante d'istituto - ma soprattutto chi dovrà affrontare l'esame di maturità e dovrà poi confrontarsi con la vita reale. I prezzi dei libri, dei biglietti dei pullman e degli abbonamenti sono aumentati e di conseguenza diventa difficile per noi venire a scuola con serenità. A scuola di queste difficoltà spesso non se ne parla, ma noi studenti dovremmo essere i primi ad essere informati: noi siamo il futuro. Noi non siamo la generazione dei ragazzi senza voglia: siamo la generazione dei ragazzi senza futuro. È questo lo slogan da cui vogliamo partire».
Secondo gli studenti, a scuola si fa poca informazione su queste tematiche. Servirebbe invece una maggiore sensibilizzazione su questioni come le cattedre scoperte, i costi sempre più elevati e le condizioni spesso fatiscenti degli edifici scolastici.
«Molti degli studenti - prosegue Sofia - che hanno preso parte alla manifestazione di questa mattina, hanno realizzato cartelloni e striscioni ed hanno tenuto dei discorsi davanti alla scuola. Purtroppo a scuola la questione non viene affrontata: per questo alcuni studenti non erano al corrente dell'iniziativa. Infatti il nostro obiettivo è proprio quello di sensibilizzare su queste tematiche. Anche se lo sciopero di oggi non è durato molto, è comunque un buon inizio. Quantomeno i ragazzi presenti che rientreranno a casa, potranno raccontare ai genitori quanto accaduto ed avere un confronto con loro».
Emblematico anche il messaggio di un altro cartellone esposto dagli studenti, che racchiude il senso profondo della protesta: «Veniamo a scuola ad imparare, per un futuro che al momento non possiamo permetterci».





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