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In memoria di Francesca Porcelli donate attrezzature alla pediatria del "Bonomo" di Andria
La giovane è scomparsa all'età di 33 anni per un grave tumore
venerdì 23 gennaio 2026
Comunicato Stampa
C'è un modo di ricordare chi non c'è più che va oltre le lacrime e i ricordi privati: è il modo in cui una vita spezzata troppo presto continua a salvare altre vite, a scaldare cuori piccoli e fragili, a lasciare un segno concreto di amore e di lotta. È successo ieri mattina all'ospedale "Bonomo" di Andria, nel reparto di pediatria, dove un gruppo di amici e colleghi ha consegnato materiale sanitario acquistato grazie a una raccolta fondi dedicata a Francesca Porcelli, la giovane soccorritrice del 118 di Andria prematuramente scomparsa nel mese di novembre di qualche anno fa, a soli 33 anni, dopo una battaglia contro un tumore aggressivo.
"Francesca vive in noi ogni giorno e con queste donazioni vogliamo ricordarla", hanno detto con la voce rotta dall'emozione gli amici e i colleghi del 118 di Barletta e Trani, insieme ai volontari di Onda d'Urto e ai rappresentanti dell'Asl Bat. Parole semplici, ma cariche di un dolore che si è trasformato in azione, in gesto concreto. Ogni anno, nel mese che ha portato via la ragazza, organizzano il Memorial per Francesca: un appuntamento che unisce sport, solidarietà e memoria, capace di raccogliere fondi da destinare proprio al reparto di pediatria del "Bonomo".
Quei soldi diventano incubatrici, monitor, carrelli d'emergenza, strumenti che aiutano i medici e gli infermieri a prendersi cura dei bambini più piccoli, quelli che lottano per respirare, per crescere, per sorridere. Ieri, quando il materiale è arrivato nelle mani del primario, il dottor Paternostro, l'aria si è riempita di gratitudine e commozione. Il primario, il personale tutto, hanno ringraziato con gli occhi lucidi: non era solo una donazione, era un abbraccio, un modo per dire "grazie Francesca, continua a essere qui con noi".
Presente anche la dottoressa Preziosa della Direzione Medica di presidio, che ha trovato le parole più toccanti per salutare il gruppo: "Quando finisce una vita, se abbiamo seminato bene lasciamo il profumo di quella vita". E quel profumo, oggi, si sente forte tra le corsie della pediatria andriese. È il profumo di una ragazza che ha dedicato la sua esistenza ad aiutare gli altri – prima come soccorritrice nelle ambulanze del 118, poi attraverso chi la ricorda e trasforma il lutto in speranza.
Francesca non c'è più, ma il suo sorriso non si è spento. Vive nei gesti di chi le ha voluto bene, nelle mani dei medici che curano i bimbi, nei respiri più leggeri di piccoli pazienti che, grazie a lei, hanno un aiuto in più. Un grazie infinito a chi non smette di ricordarla così: non con la nostalgia sterile, ma con l'amore che salva.
"Francesca vive in noi ogni giorno e con queste donazioni vogliamo ricordarla", hanno detto con la voce rotta dall'emozione gli amici e i colleghi del 118 di Barletta e Trani, insieme ai volontari di Onda d'Urto e ai rappresentanti dell'Asl Bat. Parole semplici, ma cariche di un dolore che si è trasformato in azione, in gesto concreto. Ogni anno, nel mese che ha portato via la ragazza, organizzano il Memorial per Francesca: un appuntamento che unisce sport, solidarietà e memoria, capace di raccogliere fondi da destinare proprio al reparto di pediatria del "Bonomo".
Quei soldi diventano incubatrici, monitor, carrelli d'emergenza, strumenti che aiutano i medici e gli infermieri a prendersi cura dei bambini più piccoli, quelli che lottano per respirare, per crescere, per sorridere. Ieri, quando il materiale è arrivato nelle mani del primario, il dottor Paternostro, l'aria si è riempita di gratitudine e commozione. Il primario, il personale tutto, hanno ringraziato con gli occhi lucidi: non era solo una donazione, era un abbraccio, un modo per dire "grazie Francesca, continua a essere qui con noi".
Presente anche la dottoressa Preziosa della Direzione Medica di presidio, che ha trovato le parole più toccanti per salutare il gruppo: "Quando finisce una vita, se abbiamo seminato bene lasciamo il profumo di quella vita". E quel profumo, oggi, si sente forte tra le corsie della pediatria andriese. È il profumo di una ragazza che ha dedicato la sua esistenza ad aiutare gli altri – prima come soccorritrice nelle ambulanze del 118, poi attraverso chi la ricorda e trasforma il lutto in speranza.
Francesca non c'è più, ma il suo sorriso non si è spento. Vive nei gesti di chi le ha voluto bene, nelle mani dei medici che curano i bimbi, nei respiri più leggeri di piccoli pazienti che, grazie a lei, hanno un aiuto in più. Un grazie infinito a chi non smette di ricordarla così: non con la nostalgia sterile, ma con l'amore che salva.
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