Emergenza idrica e caro carburante: «Non c’è pace per gli operatori del bacino sinistra Ofanto»
La nota del Comitato 1378 Futuro Nazionale Margherita di Savoia
mercoledì 2 settembre 2026
10.14
Il Comitato 1378 di Margherita di Savoia raccoglie e rilancia l'allarme degli agricoltori del territorio, alle prese con una nuova emergenza legata alla disponibilità di acqua e all'aumento dei costi di produzione. In una nota, il comitato chiede alle forze politiche di intervenire con urgenza per sostenere un comparto che rischia di pagare un prezzo altissimo.
«Dopo due anni di siccità, i problemi idrici al Sud Italia sembravano risolti. Così non è, invece, per i tanti operatori che coltivano i 40 mila ettari di terreno compresi tra Candela e Zapponeta. A rischio ortaggi, tra cui la cipolla bianca di Margherita igp, olive come la Bella di Cerignola, vigneti, drupacee, ad esempio la pesca di San Ferdinando di Puglia. Senza tralasciare carciofi, finocchi e tanto altro. In ginocchio un intero comparto fatto di aziende agricole, confezionatrici, trasformatrici, braccianti, aziende di logistica e di packaging. Sono tante le lamentele degli agricoltori raccolte nel comitato di Futuro Nazionale di Margherita di Savoia. «Siamo stanchi – denunciano gli operatori del settore – di perseguire nelle nostre attività lavorative. Sono almeno tre anni – dicono – che lavoriamo solo per pagare le tasse. È diventato impossibile chiudere i bilanci in attivo». Noi del comitato 1378 chiediamo alle forze politiche di intervenire per porre rimedio a questa situazione diventata insostenibile . Il paradosso è che, a differenza degli anni scorsi, l'acqua c'è ma viene trattenuta dalla Basilicata che non rispetta gli accordi di solidarietà con la regione Puglia. Sbloccare 2/5 milioni di metri cubi significa garantire fornitura idrica per tutto il mese di settembre. Scenario che darebbe maggiori prospettive agli agricoltori. A questo si aggiunge il caro carburanti. Il prezzo del gasolio sale sempre più mentre le produzioni in campo vengono vendute sempre a meno. Il grido di allarme unisce tutti gli agricoltori: «In queste situazioni produrre ha un costo troppo elevato: meglio abbandonare!».
«Dopo due anni di siccità, i problemi idrici al Sud Italia sembravano risolti. Così non è, invece, per i tanti operatori che coltivano i 40 mila ettari di terreno compresi tra Candela e Zapponeta. A rischio ortaggi, tra cui la cipolla bianca di Margherita igp, olive come la Bella di Cerignola, vigneti, drupacee, ad esempio la pesca di San Ferdinando di Puglia. Senza tralasciare carciofi, finocchi e tanto altro. In ginocchio un intero comparto fatto di aziende agricole, confezionatrici, trasformatrici, braccianti, aziende di logistica e di packaging. Sono tante le lamentele degli agricoltori raccolte nel comitato di Futuro Nazionale di Margherita di Savoia. «Siamo stanchi – denunciano gli operatori del settore – di perseguire nelle nostre attività lavorative. Sono almeno tre anni – dicono – che lavoriamo solo per pagare le tasse. È diventato impossibile chiudere i bilanci in attivo». Noi del comitato 1378 chiediamo alle forze politiche di intervenire per porre rimedio a questa situazione diventata insostenibile . Il paradosso è che, a differenza degli anni scorsi, l'acqua c'è ma viene trattenuta dalla Basilicata che non rispetta gli accordi di solidarietà con la regione Puglia. Sbloccare 2/5 milioni di metri cubi significa garantire fornitura idrica per tutto il mese di settembre. Scenario che darebbe maggiori prospettive agli agricoltori. A questo si aggiunge il caro carburanti. Il prezzo del gasolio sale sempre più mentre le produzioni in campo vengono vendute sempre a meno. Il grido di allarme unisce tutti gli agricoltori: «In queste situazioni produrre ha un costo troppo elevato: meglio abbandonare!».