Centrodestra Margherita: «La nostra proposta di rottamazione è un atto di responsabilità per aiutare i cittadini»
La replica dei quattro consiglieri di minoranza di centrodestra di Margherita di Savoia
lunedì 4 maggio 2026
10.14
«L'Amministrazione Comunale ci ha invitati a imparare a leggere i documenti. Accettiamo la sfida con piacere, anche perché analizzare le loro ultime note stampa somiglia più a un esercizio di fantasia spericolata che a un'analisi contabile. Noi restiamo ancorati al Verbale n. 95 dell'Organo di Revisione e ai pareri della Corte dei Conti: documenti che hanno il pregio della terzietà e, purtroppo per la maggioranza, della verità. L'Amministrazione cita il D.Lgs. 118/2011 e la Delibera 144/2023 della Corte dei Conti per rassicurare i cittadini. È un autogol imbarazzante». Così si legge nella nota dei quattro consiglieri di minoranza di centrodestra di Margherita di Savoia Grazia Galiotta Gianluca Di Lecce Giovanni Leone Francesco Pestillo.
«Proprio il punto 9.1 dell'Allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011 chiarisce che lo stralcio è l'operazione che si compie per i crediti "di dubbia e difficile esigibilità". Inoltre, la Corte dei Conti nella delibera da voi citata nella replica, specifica che per i crediti vecchi di oltre cinque anni (Art. 11, comma 6, lett. E) scatta una "vera e propria inversione dell'onere probatorio": il credito ultraquinquennale "si presume inesigibile" e spetta all'Ente dimostrare il contrario con motivazioni solide. Delle due l'una: o la maggioranza smentisce i criteri contabili, o ci sta dicendo che ha un tesoro in tasca ma preferisce lasciarlo "congelato" nel patrimonio invece di spenderlo per la città.
Se questi soldi sono così assolutamente esigibili, spiegateci perché non siete stati capaci di incassarli negli ultimi otto anni. Ma il vero capolavoro di questa gestione è la presenza, come si evince dalla Relazione del Revisore dei Conti, di somme ancora da riscuotere della TARSU. Parliamo di una tassa cancellata dal legislatore oltre dieci anni fa. Com'è possibile che l'Amministrazione definisca sicuri ed esigibili dei crediti che hanno superato il decennio? Citare la Corte dei Conti per giustificare il mantenimento in bilancio di residui TARSU del 2012 o precedenti non è più contabilità, è archeologia finanziaria. La maggioranza sostiene che i crediti siano sicuri perché ci sono le procedure in corso.
La Corte dei Conti nella delibera da voi citata vi contraddice seccamente: la perdurante pendenza di procedure esecutive per anni non smentisce, ma anzi avvalora l'incerta esigibilità dei residui. I dati di Pagina 16 della Relazione del Revisore sono impietosi: incassate appena il 4,90% delle multe e il 16,69% della TARI. Definire sicuri dei crediti con questa velocità di recupero è come credere che una bicicletta possa vincere il Gran Premio di Monza. State aumentando i risparmi del Comune con soldi che, con ogni probabilità, non vedremo mai.
La nostra proposta di Rottamazione, formalizzata via PEC, è un atto di pura responsabilità per aiutare i cittadini onesti che, per le oggettive difficoltà economiche, vogliono rimettersi in regola. Negarla significa preferire che i crediti evaporino per prescrizione - come rimarcato dal Revisore dei Conti, non dalla minoranza - piuttosto che recuperare ossigeno per le casse comunali. È una strategia che punisce chi vuole pagare, solo per non accettare una proposta della minoranza. Infine, rispondiamo all'improvvisa ansia da competizione elettorale della maggioranza. Mentre noi leggiamo perché a Pagina 7 il Revisore certifichi il mancato raggiungimento degli obiettivi per asili nido e assistenza ai disabili, la maggioranza evoca le urne.
A noi non risulta si voti domani, ma se il vostro desiderio di misurarvi con il giudizio dei cittadini è cosi forte, non saremo certo noi a fermarvi: noi siamo prontissimi ad affrontare la sfida elettorale anche subito. Nell'attesa che torniate a occuparvi dei problemi reali, noi continueremo a restare dalla parte di chi non arriva alla fine del mese, di chi si sente invisibile e di chi non ha una voce in quel Palazzo. Perché un bilancio può anche quadrare sulla carta, ma se il prezzo è il sacrificio disperato della nostra gente, allora quel bilancio è privo di ogni dignità umana e sociale».
«Proprio il punto 9.1 dell'Allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011 chiarisce che lo stralcio è l'operazione che si compie per i crediti "di dubbia e difficile esigibilità". Inoltre, la Corte dei Conti nella delibera da voi citata nella replica, specifica che per i crediti vecchi di oltre cinque anni (Art. 11, comma 6, lett. E) scatta una "vera e propria inversione dell'onere probatorio": il credito ultraquinquennale "si presume inesigibile" e spetta all'Ente dimostrare il contrario con motivazioni solide. Delle due l'una: o la maggioranza smentisce i criteri contabili, o ci sta dicendo che ha un tesoro in tasca ma preferisce lasciarlo "congelato" nel patrimonio invece di spenderlo per la città.
Se questi soldi sono così assolutamente esigibili, spiegateci perché non siete stati capaci di incassarli negli ultimi otto anni. Ma il vero capolavoro di questa gestione è la presenza, come si evince dalla Relazione del Revisore dei Conti, di somme ancora da riscuotere della TARSU. Parliamo di una tassa cancellata dal legislatore oltre dieci anni fa. Com'è possibile che l'Amministrazione definisca sicuri ed esigibili dei crediti che hanno superato il decennio? Citare la Corte dei Conti per giustificare il mantenimento in bilancio di residui TARSU del 2012 o precedenti non è più contabilità, è archeologia finanziaria. La maggioranza sostiene che i crediti siano sicuri perché ci sono le procedure in corso.
La Corte dei Conti nella delibera da voi citata vi contraddice seccamente: la perdurante pendenza di procedure esecutive per anni non smentisce, ma anzi avvalora l'incerta esigibilità dei residui. I dati di Pagina 16 della Relazione del Revisore sono impietosi: incassate appena il 4,90% delle multe e il 16,69% della TARI. Definire sicuri dei crediti con questa velocità di recupero è come credere che una bicicletta possa vincere il Gran Premio di Monza. State aumentando i risparmi del Comune con soldi che, con ogni probabilità, non vedremo mai.
La nostra proposta di Rottamazione, formalizzata via PEC, è un atto di pura responsabilità per aiutare i cittadini onesti che, per le oggettive difficoltà economiche, vogliono rimettersi in regola. Negarla significa preferire che i crediti evaporino per prescrizione - come rimarcato dal Revisore dei Conti, non dalla minoranza - piuttosto che recuperare ossigeno per le casse comunali. È una strategia che punisce chi vuole pagare, solo per non accettare una proposta della minoranza. Infine, rispondiamo all'improvvisa ansia da competizione elettorale della maggioranza. Mentre noi leggiamo perché a Pagina 7 il Revisore certifichi il mancato raggiungimento degli obiettivi per asili nido e assistenza ai disabili, la maggioranza evoca le urne.
A noi non risulta si voti domani, ma se il vostro desiderio di misurarvi con il giudizio dei cittadini è cosi forte, non saremo certo noi a fermarvi: noi siamo prontissimi ad affrontare la sfida elettorale anche subito. Nell'attesa che torniate a occuparvi dei problemi reali, noi continueremo a restare dalla parte di chi non arriva alla fine del mese, di chi si sente invisibile e di chi non ha una voce in quel Palazzo. Perché un bilancio può anche quadrare sulla carta, ma se il prezzo è il sacrificio disperato della nostra gente, allora quel bilancio è privo di ogni dignità umana e sociale».