Centrodestra Margherita di Savoia: «Milioni di euro di tributi inesigibili: chiesta la rottamazione»

La nota dei Consiglieri Comunali di Centrodestra Grazia Galiotta Gianluca Di Lecce Giovanni Leone Francesco Pestillo

mercoledì 29 aprile 2026 15.15
In merito al resoconto del Consiglio Comunale del 27 Aprile diffuso dalla pagina della Comunicazione Istituzionale del Comune, i consiglieri comunali di Centrodestra Grazia Galiotta, Gianluca Di Lecce, Giovanni Leone e Francesco Pestillo intervengono per correggere una ricostruzione dei fatti strumentale e non veritiera: gli stessi si sono astenuti esclusivamente sul primo punto all'ordine del giorno, un mero adeguamento tecnico delle retribuzioni per i dipendenti comunali, esprimendo invece un fermo voto contrario su tutti i punti politici e programmatici successivi.

«Il nostro "No" ai punti riguardanti variazioni e finanziamenti non è un voto contro il paese, precisano i consiglieri, ma contro una visione politica della maggioranza che non condividiamo. Si tratta di opere che loro ritengono importanti, ma che vengono portate avanti senza un'adeguata programmazione che permetta a tutte le forze politiche di dare il proprio contributo in termini di proposte. Non possiamo avallare questo modo di gestire la cosa pubblica che ignora il confronto sulle reali utilità della Città.».

Una bocciatura totale, senza appello. I consiglieri comunali di centrodestra hanno espresso un fermo voto contrario al Rendiconto di Gestione dell'anno 2025, denunciando una gestione finanziaria definita «virtuosa solo sulla carta», ma profondamente «inefficace per l'Ente e penalizzante per la cittadinanza».

Il paradosso dei conti: tasse al massimo e riscossioni al minimo. Secondo l'opposizione, l'Assessore alle Finanze Francesca Santobuono starebbe tenendo «le mani costantemente nelle tasche dei cittadini». Nonostante l'uscita dal piano di riequilibrio finanziario, le aliquote IMU e IRPEF restano inchiodate ai massimi storici e, come se non bastasse, il Sindaco Lodispoto ha già preannunciato un imminente aumento della TARI. «È paradossale, dichiarano i consiglieri, si parla di efficienza, eppure il costo dei servizi (assolutamente inadeguati) lievita a carico dei contribuenti. Questa è a tutti gli effetti l'amministrazione delle tasse, che usa Margherita come un bancomat».

Il dato shock: 2,6 milioni di euro cancellati. A smentire l'ottimismo della maggioranza sono i dati tecnici della Relazione del Revisore dei Conti. Il documento evidenzia la cancellazione dei crediti tributari verso i cittadini per un totale di 2.606.155,20 euro: somme diventate inesigibili che il Comune non incasserà mai più. Di queste, ben 2,2 milioni sono andate perdute per prescrizione, ovvero per l'incapacità dell'ente di riscuotere le tasse nei tempi di legge. Le percentuali di riscossione sono definite "da prefisso telefonico": 4,90% per le sanzioni del Codice della Strada; 11% per fitti e canoni; 16,69% per la TARI; 46% per l'IMU.

Bocciata la richiesta di "rottamazione dei tributi locali": negata una mano tesa ai cittadini
Il Centrodestra contesta duramente il "muro di gomma" alzato dalla maggioranza sulla proposta di una rottamazione dei tributi locali.

La misura, caldeggiata da Forza Italia, avrebbe permesso a famiglie e negozianti in difficoltà di regolarizzare i debiti eliminando sanzioni e interessi. «La nostra proposta è un atto di responsabilità verso chi, pur volendo onorare i propri impegni, si trova in oggettiva difficoltà. Rifiutare questa misura significa condannare l'Ente a perdere altri milioni mentre l'avanzo libero si riduce drasticamente, passando da 1,4 milioni a soli 523mila euro».

Servizi sociali: obiettivi mancati
Le critiche toccano anche i servizi sociali. Secondo il Revisore, l'Ente non ha raggiunto gli obiettivi di servizio per asili nido, servizi sociali e assistenza ai disabili.
«È inaccettabile che i fondi destinati ai più deboli restino fermi in tesoreria per incapacità progettuale, mentre il bilancio perde pezzi».

La conclusione: un atto di coerenza
«Non intendiamo legittimare una linea politica che sceglie la perdita certa del credito invece della mano tesa verso i cittadini», concludono i consiglieri. Il "No" è un atto di coerenza e di difesa verso tutti i cittadini che non arrivano alla fine del mese».