Traffico illecito di rifiuti a Margherita. Quarta: «Nessuna zona grigia sui reati ambientali»

La nota del consigliere comunale e consigliere Provinciale Azione

venerdì 29 maggio 2026 11.15
Traffico illecito di rifiuti, l'operazione della DDA conferma un'emergenza ambientale che non può essere sottovalutata. In merito, il consigliere comunale e consigliere Provinciale Azione Vittorio Emanuele Quarta dichiara:

«Apprendo con grande attenzione gli sviluppi dell'importante operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, che ha portato all'esecuzione di numerose misure cautelari nell'ambito di una vasta indagine sul traffico illecito di rifiuti. Le contestazioni formulate dagli inquirenti descrivono un quadro estremamente preoccupante: migliaia di tonnellate di rifiuti speciali e urbani sarebbero state smaltite illegalmente in aree agricole, cave dismesse e siti di pregio ambientale, con gravissime conseguenze per il territorio, per l'ambiente e per la salute pubblica. Particolarmente allarmante è il fatto che tra le aree interessate figurino territori della provincia di Barletta-Andria-Trani e della Capitanata, zone che da anni subiscono gli effetti devastanti di fenomeni di abbandono e combustione illecita dei rifiuti. Desidero esprimere il mio ringraziamento alla Direzione Distrettuale Antimafia, alla Direzione Nazionale Antimafia e ai Carabinieri del NOE per il lavoro investigativo svolto. L'operazione dimostra quanto sia fondamentale mantenere alta l'attenzione sul contrasto ai reati ambientali e sulle infiltrazioni criminali che trovano nel ciclo dei rifiuti un settore particolarmente remunerativo. Non possiamo limitarci all'indignazione del giorno dopo. Ogni tonnellata di rifiuti smaltita illegalmente rappresenta un danno che ricade sulle comunità oneste, sugli agricoltori, sulle imprese sane e sulle future generazioni. Per troppo tempo il Mezzogiorno è stato considerato terra di conquista per chi pensa di poter fare profitti devastando l'ambiente. La legalità ambientale è una battaglia quotidiana che richiede coraggio, controlli rigorosi e la volontà di chiamare le cose con il loro nome. Chi avvelena il territorio non colpisce soltanto l'ambiente: colpisce l'economia, il turismo, l'immagine delle nostre comunità e il diritto dei cittadini a vivere in un territorio sano e sicuro. Su questi temi non possono esistere zone grigie né silenzi di comodo. Le istituzioni hanno il dovere di essere presenti, vigili e inflessibili.»