Margherita di Savoia: continua l'emergenza incendi
Nuovi roghi devastano l'area delle saline: nelle immagini anche fenicotteri spaesati
giovedì 2 luglio 2026
19.17
Non si arresta l'ondata di incendi nelle campagne che sta interessando le principali arterie di Margherita di Savoia. Dopo il rogo documentato nella serata di ieri, a distanza di poche ore un nuovo focolaio si è sviluppato appena fuori dal centro abitato, lungo la strada provinciale che conduce a Zapponeta.
Le fiamme hanno interessato la vegetazione che si estende tra la pista ciclabile e i bacini della salina, un'area di straordinario valore naturalistico, ricca di flora, fauna e biodiversità. Un patrimonio ambientale che ancora una volta è stato messo a dura prova dalla violenza del fuoco.
Nella mattinata di oggi, poco prima di mezzogiorno, qualche chilometro più avanti rispetto al secondo incendio, un nuovo rogo ha sprigionato alte fiamme che hanno divorato la vegetazione, trasformando in pochi istanti un paesaggio rigoglioso in una distesa annerita dalla cenere.
Il passaggio del fuoco ha inoltre riportato alla luce una triste realtà: tra ciò che la natura aveva lentamente ricoperto sono riemersi numerosi rifiuti abbandonati nel corso degli anni, tra cui lattine di alluminio, bottiglie di vetro, plastica e altri materiali. Un'immagine che testimonia ancora una volta quanto l'incuria e l'irrispettoso comportamento dell'uomo possano contribuire a deturpare uno dei luoghi più preziosi e ricchi di biodiversità dell'intera zona ofantina.
Negli scatti realizzati sul posto, oltre ai rifiuti disseminati nell'area, si possono osservare anche i fenicotteri che popolano le saline, spaesati davanti allo scenario di devastazione lasciato dalle fiamme. Un'immagine simbolica che racconta il dramma vissuto da un ecosistema unico e delicato.
L'auspicio della comunità è che il fenomeno possa finalmente arrestarsi, anche grazie alla pioggia caduta nel pomeriggio, e che episodi di questo genere non abbiano più a ripetersi. La tutela dell'ambiente richiede anni di impegno e il rimboschimento non può mai tenere il passo con la rapidità della distruzione provocata dagli incendi.