Si tuffa in mare e salva un uomo: il coraggio del Vice Ispettore della Polizia di Stato Antonio Pinto
A Margherita di Savoia, Pinto, in servizio al Commissariato di Cerignola, si è tuffato in mare nonostante le condizioni avverse, riuscendo a riportare a riva un uomo in difficoltà
mercoledì 29 luglio 2026
19.07
Antonio, Vice Ispettore della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato P.S. di Cerignola, lunedì 27 luglio non ha esitato un secondo quando, mentre si trovava sul litorale di Margherita di Savoia , notava un uomo in estrema difficoltà ed in balia delle onde del mare a causa delle avverse condizioni metereologiche. Senza esitazione il Vice Ispettore Antonio raggiungeva il malcapitato e, afferrandolo a sé, con non poche difficoltà riusciva a riportarlo a riva, scongiurando peggiori conseguenze.
Il Signor Luciano, al termine delle operazioni di soccorso, ringraziava in lacrime il Vice Ispettore riferendogli come gli avesse salvato la vita, attese le proprie precarie condizioni di salute. Il gesto del Vice Ispettore Antonio incarna a pieno il senso dell'#essercisempre, rappresentando lo spirito di sacrificio, la vocazione ed il lavoro svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato al servizio della cittadinanza.
Si trasmette anche la lettera ricevuta dalla Questura, redatta dal diretto interessato:
«Mi chiamo XXXX e sono un pensionato. Attualmente sono in ferie e alloggio a Margherita di Savoia. Vi scrivo questa lettera perché ieri sono stato, mio malgrado, protagonista di una vicenda che mi avrebbe potuto strappare a mia moglie, ai miei figli e ai miei nipotini e, se sono qui a raccontarlo, è solo perché qualcuno ha messo a rischio la sua vita per salvare la mia. Infatti ieri si è verificata una vicenda che solo ricordare mi fa star male. Mi trovavo in compagnia di mia moglie per trascorrere la nostra giornata al mare. La giornata trascorreva nella più assoluta tranquillità e rilassatezza sino a quando, alle ore 11:30, ho deciso di fare un bagno in mare nonostante fosse agitato a causa del forte vento, ma la presenza dei miei amici di lido, già in acqua, mi ha spinto a raggiungerli per stare con loro.
Qualche minuto dopo essere entrato in acqua, dopo aver raggiunto i miei amici, a causa delle forti correnti e delle onde che si facevano sempre più alte, decidevamo di avvicinarci alla riva. Mio malgrado, ogni mio tentativo di toccare il fondo per aiutarmi a tornare a riva non sortiva l'esito sperato a causa delle onde e delle correnti contrarie. Nell'immediatezza i miei due amici presenti tentavano di tranquillizzarmi e mi invitavano a galleggiare e, pian piano, nuotare verso la riva, ma notando che anche il loro consiglio non dava alcun esito positivo ho iniziato ad agitarmi e, soprattutto consapevole del mio stato di salute cardiaco, in quanto ho cinque stent coronarici, sono andato letteralmente in panico ed ho temuto il peggio.
I miei amici, notando la presenza di un giovane (poi conosciuto come Ispettore di Polizia Pinto Antonio) che nuotava in mare, hanno attirato la sua attenzione e richiesto il suo aiuto, ben consci che un loro diretto intervento di salvataggio nei miei confronti sarebbe stato un pericolo per la loro incolumità. Immediatamente Antonio, incurante delle condizioni sfavorevoli del mare, si è avvicinato per tranquillizzarmi, ma notando la mia scarsa collaborazione, perché ormai in preda al panico, prima mi tirava a sé afferrandomi per la mano e poi, con non poca difficoltà, spingendomi dalle gambe, riusciva a farmi raggiungere la riva. A questo punto, dopo essermi completamente ripreso, ho provveduto a ringraziare il mio soccorritore, il quale con una stupefacente umiltà mi ha risposto soltanto che "era stato fatto solo un dovere", neanche se salvare vite umane a discapito della propria fosse una cosa di tutti i giorni. Io stesso non sono sicuro che avrei fatto altrettanto, ma sento che non può bastare solo questo ed è per questo motivo che porto a conoscenza delle SS.VV. come tale gesto abbia dato lustro, importanza e senso civico a un uomo e all'istituzione da lui rappresentata, quale il Corpo della Polizia di Stato»
Il Signor Luciano, al termine delle operazioni di soccorso, ringraziava in lacrime il Vice Ispettore riferendogli come gli avesse salvato la vita, attese le proprie precarie condizioni di salute. Il gesto del Vice Ispettore Antonio incarna a pieno il senso dell'#essercisempre, rappresentando lo spirito di sacrificio, la vocazione ed il lavoro svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato al servizio della cittadinanza.
Si trasmette anche la lettera ricevuta dalla Questura, redatta dal diretto interessato:
«Mi chiamo XXXX e sono un pensionato. Attualmente sono in ferie e alloggio a Margherita di Savoia. Vi scrivo questa lettera perché ieri sono stato, mio malgrado, protagonista di una vicenda che mi avrebbe potuto strappare a mia moglie, ai miei figli e ai miei nipotini e, se sono qui a raccontarlo, è solo perché qualcuno ha messo a rischio la sua vita per salvare la mia. Infatti ieri si è verificata una vicenda che solo ricordare mi fa star male. Mi trovavo in compagnia di mia moglie per trascorrere la nostra giornata al mare. La giornata trascorreva nella più assoluta tranquillità e rilassatezza sino a quando, alle ore 11:30, ho deciso di fare un bagno in mare nonostante fosse agitato a causa del forte vento, ma la presenza dei miei amici di lido, già in acqua, mi ha spinto a raggiungerli per stare con loro.
Qualche minuto dopo essere entrato in acqua, dopo aver raggiunto i miei amici, a causa delle forti correnti e delle onde che si facevano sempre più alte, decidevamo di avvicinarci alla riva. Mio malgrado, ogni mio tentativo di toccare il fondo per aiutarmi a tornare a riva non sortiva l'esito sperato a causa delle onde e delle correnti contrarie. Nell'immediatezza i miei due amici presenti tentavano di tranquillizzarmi e mi invitavano a galleggiare e, pian piano, nuotare verso la riva, ma notando che anche il loro consiglio non dava alcun esito positivo ho iniziato ad agitarmi e, soprattutto consapevole del mio stato di salute cardiaco, in quanto ho cinque stent coronarici, sono andato letteralmente in panico ed ho temuto il peggio.
I miei amici, notando la presenza di un giovane (poi conosciuto come Ispettore di Polizia Pinto Antonio) che nuotava in mare, hanno attirato la sua attenzione e richiesto il suo aiuto, ben consci che un loro diretto intervento di salvataggio nei miei confronti sarebbe stato un pericolo per la loro incolumità. Immediatamente Antonio, incurante delle condizioni sfavorevoli del mare, si è avvicinato per tranquillizzarmi, ma notando la mia scarsa collaborazione, perché ormai in preda al panico, prima mi tirava a sé afferrandomi per la mano e poi, con non poca difficoltà, spingendomi dalle gambe, riusciva a farmi raggiungere la riva. A questo punto, dopo essermi completamente ripreso, ho provveduto a ringraziare il mio soccorritore, il quale con una stupefacente umiltà mi ha risposto soltanto che "era stato fatto solo un dovere", neanche se salvare vite umane a discapito della propria fosse una cosa di tutti i giorni. Io stesso non sono sicuro che avrei fatto altrettanto, ma sento che non può bastare solo questo ed è per questo motivo che porto a conoscenza delle SS.VV. come tale gesto abbia dato lustro, importanza e senso civico a un uomo e all'istituzione da lui rappresentata, quale il Corpo della Polizia di Stato»