Giuseppe Frappampina: «Forza Italia senza guida nei territori»
La nota del politico margheritano, capogruppo Forza Italia al municipio 3 Comune di Bari
martedì 17 febbraio 2026
15.40
«In molti comuni chiamati al rinnovo del Consiglio comunale sono attivi i tavoli di coalizione. Tuttavia, nel nostro partito sta emergendo un dato preoccupante: si sta dando all'esterno un'immagine di divisione e spaccatura», scrive politico margheritano, capogruppo Forza Italia al municipio 3 Comune di Bari, Giuseppe Frappampina.
«In una fase storica caratterizzata da un crescente disinteresse dei cittadini verso la politica, - aggiunge - trasmettere disordine interno rende ancora più difficile riavvicinare le persone ai partiti. Le intromissioni dei vertici provinciali nelle dinamiche locali, soprattutto dove esistono segreterie e direttivi che vivono quotidianamente i problemi reali dei cittadini, rischiano di compromettere il lavoro svolto sui territori. Nei comuni operano segretari e direttivi che, insieme agli alleati, lavorano per costruire le migliori coalizioni possibili. Interferenze dettate da logiche di corrente o da equilibri interni finiscono per danneggiare prima di tutto le comunità locali».
«Parlo anche per esperienza diretta. A Bari, dove ricopro un ruolo istituzionale, la segreteria cittadina risulta di fatto assente: manca un'azione politica-amministrativa strutturata. - prosegue - Eppure, svolgere opposizione all'amministrazione guidata dal sindaco Leccese dovrebbe essere naturale, alla luce delle criticità evidenti sotto gli occhi di tutti. Invece, mi trovo spesso a portare avanti questa battaglia quasi in solitudine, sostenuto da iscritti che hanno a cuore le problematiche dei baresi. Anche nella provincia di Barletta-Andria-Trani si registra una situazione delicata: chi non rientra nelle logiche del cosiddetto "cerchio magico" viene isolato. Questo modo di operare non rafforza il partito, ma lo indebolisce».
«Il mio invito è semplice: lasciamo ai territori la libertà di scegliere le strategie più opportune, senza imposizioni esterne. Saranno poi i cittadini a giudicare il lavoro svolto. Basta guerriglie interne e logiche di bassa lega. Chi guida a livello provinciale deve essere il riferimento di tutti, non di pochi. Se questo appello non verrà ascoltato, mi rivolgerò ai vertici regionali e nazionali affinché intervengano per garantire una gestione del partito orientata all'interesse delle comunità e non a logiche personali», così conclude Frappampina.
«In una fase storica caratterizzata da un crescente disinteresse dei cittadini verso la politica, - aggiunge - trasmettere disordine interno rende ancora più difficile riavvicinare le persone ai partiti. Le intromissioni dei vertici provinciali nelle dinamiche locali, soprattutto dove esistono segreterie e direttivi che vivono quotidianamente i problemi reali dei cittadini, rischiano di compromettere il lavoro svolto sui territori. Nei comuni operano segretari e direttivi che, insieme agli alleati, lavorano per costruire le migliori coalizioni possibili. Interferenze dettate da logiche di corrente o da equilibri interni finiscono per danneggiare prima di tutto le comunità locali».
«Parlo anche per esperienza diretta. A Bari, dove ricopro un ruolo istituzionale, la segreteria cittadina risulta di fatto assente: manca un'azione politica-amministrativa strutturata. - prosegue - Eppure, svolgere opposizione all'amministrazione guidata dal sindaco Leccese dovrebbe essere naturale, alla luce delle criticità evidenti sotto gli occhi di tutti. Invece, mi trovo spesso a portare avanti questa battaglia quasi in solitudine, sostenuto da iscritti che hanno a cuore le problematiche dei baresi. Anche nella provincia di Barletta-Andria-Trani si registra una situazione delicata: chi non rientra nelle logiche del cosiddetto "cerchio magico" viene isolato. Questo modo di operare non rafforza il partito, ma lo indebolisce».
«Il mio invito è semplice: lasciamo ai territori la libertà di scegliere le strategie più opportune, senza imposizioni esterne. Saranno poi i cittadini a giudicare il lavoro svolto. Basta guerriglie interne e logiche di bassa lega. Chi guida a livello provinciale deve essere il riferimento di tutti, non di pochi. Se questo appello non verrà ascoltato, mi rivolgerò ai vertici regionali e nazionali affinché intervengano per garantire una gestione del partito orientata all'interesse delle comunità e non a logiche personali», così conclude Frappampina.