Emergenza fiume Ofanto: si chiedono interventi alla Prefettura della Bat

«Intorno all’acqua dolce c’è un mondo tutto suo: è un fiume che vive in continuazione»: parla Giuseppe Cava

venerdì 11 settembre 2026
A cura di Anna Verzicco
Un fiume – l'Ofanto – che ogni anno 'chiede aiuto' dopo lunghi periodi di siccità e continui interventi illeciti dell'essere umano. Quest'anno, in modo particolare, la situazione non è cambiata, piuttosto è degenerata: la crisi ambientale si è fatta sentire ulteriormente e l'Ofanto continua a presentarsi a chiazze d'acqua.

Abbiamo chiesto al referente del Nucleo di Vigilanza ittico-faunistica, ambientale ed ecologica di Barletta, nella persona di Giuseppe Cava di parlarci meglio delle condizioni fluviali, dei possibili interventi attraverso l'aiuto delle istituzioni e dell'eventuale monitoraggio della flora e della fauna.

«Il fiume - dalla parte terminale fino alla foce - è in completa secca, non scorre. Per cui l'acqua è stagnante verso la foce per circa 3 km e poi interamente sono rimaste delle pozze più o meno grandi, spesso non comunicanti fra loro. La speranza è che le piogge possano ripristinare questo stato difficoltoso perché senza acqua chiaramente muoiono pesci, piante e animali – continua - la situazione è stata ulteriormente danneggiata dai prelievi di acqua illegittimi operati dagli agricoltori che certamente devono irrorare i campi, l'acqua è preziosa e non basta e quindi la prendono dal fiume. Ma diverse motopompe vengono azionate di giorno e di notte e fanno diminuire ulteriormente il corso d'acqua».

«Noi stiamo operando: recentemente abbiamo incontrato il responsabile della prefettura Barletta-Andria-Trani con la quale stiamo dialogando, dato che le azioni da mettere in atto sono molte. A mio avviso ci sono tanti enti che afferiscono al fiume, all'acqua e che molto spesso difficilmente parlano tra loro».

Passando alla fauna, Giuseppe Cava ci redige un breve elenco degli ultimi esemplari rari trovati lungo i margini del fiume Ofanto e che sono la prova di quanto – in fondo – il nostro ambiente fluviale giovi a molti di loro e diventi casa; per alcuni una nuova casa.

«Gli animali certamente risentono questi eventi climatici. Per quanto concerne le attività poste in essere, noi monitoriamo costantemente l'area fluviale e abbiamo così riscontrato per la seconda volta il parto di una coppia di lupi: l'anno precedente vennero al mondo quattro cuccioli, quest'anno cinque cuccioli: sono nati ai margini del fiume. Oltre ai lupi c'è la lontra, anch'essa un animale particolarmente protetto che si ciba di pesci e crostacei presenti nel fiume.

È stato individuato di nuovo il falco pescatore: un falco molto raro che si nutre per il 90% di pesci. La sua presenza in questo luogo è molto importante. Una rarità che non riguarda solo lui, ma anche la cicogna nera riscontrata con grande stupore nella zona fluviale».

Con riguardo al lupo aggiunge: «Per la prima volta il lupo partorisce in questi luoghi, a pochi chilometri dal mare, nonostante sia solito partorire sull'Appenino. Questo dimostra quanto il territorio abbia cibo per questi animali. Inoltre la presenza del lupo giova anche a noi uomini: lo stesso – in quanto predatore di cinghiali - potrebbe diventare il 'metodo naturale' per calmierare il loro numero»

«Quest'anno però è subentrata la novità della lunghezza della calura tanto forte e dell'umidità quasi insopportabile. Compartecipe è il cambiamento climatico in atto».

E come se il clima non fosse già un problema, interviene con l'illecito anche l'uomo: «Non sono diminuite le azioni illegali: abbandono dei rifiuti, qualche incendio alla vegetazione vicino al fiume. C'è un po' di abbandono del territorio e i malfattori ne giovano. Tant'è che un po' di mesi fa abbiamo fatto togliere delle macchine rubate, abbandonate e cannibalizzate nell'area fluviale, ben sette: non è possibile avere carcasse di auto nel fiume»: aggiunge con una certa amarezza il signor Cava.

Termina: «Intorno all'acqua dolce c'è un mondo tutto suo: perché questo non è un canale di acqua, non è una tubazione, è un fiume che vive in continuazione».