Emanuele Quarta: «Giudice di Pace: per quest'anno la vicenda si è chiusa»

«Il problema delle risorse resta aperto»

lunedì 2 febbraio 2026 9.41
Il consigliere comunale Emanuele quarta ha commentato l'incontro istituzionale che si è svolto il 31 gennaio volto all'analisi delle prospettive di mantenimento dell'Ufficio del Giudice di Pace, a cui hanno partecipato i tre sindaci: Lamacchia, Lodispoto e Di Fo. Dall'incontro sono emersi numerosi punti critici, in particolare è emerso come l'attuale dotazione di personale amministrativo non sia adeguata a fronteggiare l'incremento del carico di lavoro, destinato ad aumentare in modo significativo a seguito della riforma della giustizia di prossimità, che ha ampliato le competenze del Giudice di Pace sia in ambito civile sia penale. Tuttavia il rischio della chiusura del Giudice di Pace è stato, almeno fino al 31 dicembre del 2026, accantonato. Il consigliere comunale, però, ritiene che l'incontro e le soluzioni adottate siano soltanto delle «toppe», destinate ad aprirsi.

Giudice di Pace: La vicenda si è chiusa. Almeno per quest'anno. Il servizio è stato prorogato, bene. Un altro anno sul territorio: meglio di niente, sia chiaro. Ma il problema vero risorse, assunzioni, programmazione è rimasto lì, intatto. In attesa. Come quei dossier che tornano fuori puntuali… ogni gennaio.

La soluzione adottata oggi è una toppa. E le toppe, si sa, tengono finché tengono. Se non si programma seriamente, l'anno prossimo saremo punto e a capo, a discutere della stessa emergenza, con le stesse facce stupite. Che possiamo fare noi? Vigilare. Controllare. Segnalare. Tenere gli occhi aperti mentre qualcuno li chiude sperando che il problema si risolva da solo.

È positivo che il servizio resti. Ma sarebbe meglio non doverlo salvare ogni anno all'ultimo minuto. La buona amministrazione non vive di proroghe. Vive di programmazione. E quella, purtroppo, non si improvvisa.