Centrodestra Margherita: «Aumento delle tariffe sulla tassa rifiuti e paese sporco»
La nota dei consiglieri comunali di Centrodestra, Grazia Galiotta, Giovanni Leone, Gianluca Di Lecce, Francesco Pestillo
domenica 2 agosto 2026
11.24
Una seduta consiliare ad alta tensione, caratterizzata da un raro momento di convergenza democratica ma anche da uno scontro frontale e senza sconti sui temi economici. Il Consiglio Comunale straordinario di Margherita di Savoia ha affrontato sette delicati punti all'ordine del giorno, ridisegnando gli equilibri del dibattito politico locale tra urbanistica, gestione dei rifiuti e salute delle casse comunali.
Il momento più significativo sul piano politico si è consumato sul secondo punto all'ordine del giorno, relativo al Regolamento Comunale per il controllo a campione delle pratiche edilizie (CILA, SCIA e Agibilità). L'opposizione ha fatto fronte comune dietro l'intervento del consigliere di centrodestra Giovanni Leone, il quale ha contestato duramente il metodo della maggioranza.
«È stato portato in aula un regolamento preconfezionato in 11 punti, ha denunciato Giovanni Leone a nome di tutto il centrodestra e delle minoranze. L'aula non può essere ridotta a un mero ufficio di ratifica delle decisioni prese dalla maggioranza. I regolamenti tecnici, che toccano direttamente la vita del comparto edile e dei professionisti della nostra città, si devono scrivere insieme. Non si può andare avanti a colpi di maggioranza rischiando di spaccare l'aula». Leone ha quindi chiesto il ritiro immediato dell'accapo e del relativo emendamento di maggioranza. Una linea che ha trovato l'apertura del Sindaco, il quale ha accordato la proposta dell'opposizione, rinviando il testo alla conferenza dei capigruppo per giungere a una stesura unitaria e condivisa.
Segnale positivo invece sul primo punto, relativo alla variante urbanistica al PRG e al PUG per la realizzazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) in via Salinis. L'opposizione ha espresso voto favorevole a seguito dell'intervento del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Francesco Pestillo, il quale ha fatto chiarezza in aula sull'impellente esigenza di parcheggi nella zona e ha chiesto come tale carenza sarebbe stata colmata. Sul punto è arrivata la risposta della maggioranza, che ha illustrato l'accordo con Atisale per la concessione di un bacino inutilizzato da destinare proprio a nuove aree di sosta per la città.
Se sull'urbanistica ha prevalso il dialogo, sulla gestione dei rifiuti è scoppiata la bagarre. Al terzo punto, l'aula ha approvato all'unanimità la modifica al regolamento TARI per esentare dal tributo le chiese, gli oratori e i luoghi di aggregazione sociale; una vittoria rivendicata dal centrodestra, che aveva lanciato l'idea nei passati consigli comunali.
Il clima è surriscaldato al punto quattro, con il voto contrario dell'opposizione sulle tariffe TARI 2026. La Capogruppo di Forza Italia Grazia Galiotta ha contestato fermamente il rincaro della tassa a fronte di «un paese visibilmente sporco», stigmatizzando le giustificazioni della maggioranza che ha attribuito la colpa della situazione all'inciviltà dei cittadini, chiedendo le dimissioni dell'Assessore alle Finanze Francesca Santobuono e dell'Assessore all'ambiente Salvatore Piazzolla, comodamente seduti lì da 8 anni mentre il paese è sommerso dai rifiuti.
Dello stesso avviso il Segretario Cittadino nonché Consigliere Comunale di Forza Italia, l'Avv. Gianluca di Lecce che parla di un contratto da risolvere per gravi inadempienze con la ditta appaltatrice, chiedendosi se l'Assessore all'Ambiente risieda o meno a Margherita di Savoia, sottolineando il silenzio in aula dell'Assessore Piazzolla, interpretato dall'opposizione come «un'ammissione di incapacità nella gestione della delega» e ribadendo la richiesta delle immediate dimissioni dello stesso.
I nodi finanziari sono venuti al pettine con la variazione al Bilancio di Previsione 2026/2028 (punto 5), definita dalle opposizioni come una vera e propria «manovra occulta» poiché troppo massiccia ed eterogenea, tale da impedire il voto sui singoli capitoli di spesa.
Forti critiche sono state sollevate anche sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio (punto 6). La minoranza ha contestato la gestione del contenzioso legale, paventando il rischio di un intervento della Corte dei Conti: «Non sono state liquidate subito le somme dopo i provvedimenti giudiziari esecutivi, aspettando pignoramenti ed esecuzioni che hanno fatto lievitare i costi originari, creando un potenziale danno erariale per l'ente».
Infine, sul tema della salvaguardia degli equilibri di bilancio (punto 7), l'opposizione ha acceso i riflettori sui 6,5 milioni di euro iscritti nel fondo crediti di dubbia esigibilità. Secondo i consiglieri di minoranza, la riscossione non funziona a causa della crisi economica che impedisce alle famiglie di pagare importi gravati da sanzioni e interessi astronomici. La proposta dell'opposizione di introdurre una "rottamazione" delle cartelle esattoriali comunali è però caduta nel vuoto: «La maggioranza continua a fare orecchie da mercante di fronte alle reali difficoltà dei cittadini».
La seduta ha decretato un importante dato politico locale: grazie alla totale convergenza della totalità dei 6 consiglieri di minoranza, l'opposizione è riuscita a fare blocco comune, arrivando a votare in maniera univoca e compatta su tutti gli accapi portati in discussione e confermando una linea politica a difesa della cittadinanza.
Il momento più significativo sul piano politico si è consumato sul secondo punto all'ordine del giorno, relativo al Regolamento Comunale per il controllo a campione delle pratiche edilizie (CILA, SCIA e Agibilità). L'opposizione ha fatto fronte comune dietro l'intervento del consigliere di centrodestra Giovanni Leone, il quale ha contestato duramente il metodo della maggioranza.
«È stato portato in aula un regolamento preconfezionato in 11 punti, ha denunciato Giovanni Leone a nome di tutto il centrodestra e delle minoranze. L'aula non può essere ridotta a un mero ufficio di ratifica delle decisioni prese dalla maggioranza. I regolamenti tecnici, che toccano direttamente la vita del comparto edile e dei professionisti della nostra città, si devono scrivere insieme. Non si può andare avanti a colpi di maggioranza rischiando di spaccare l'aula». Leone ha quindi chiesto il ritiro immediato dell'accapo e del relativo emendamento di maggioranza. Una linea che ha trovato l'apertura del Sindaco, il quale ha accordato la proposta dell'opposizione, rinviando il testo alla conferenza dei capigruppo per giungere a una stesura unitaria e condivisa.
Segnale positivo invece sul primo punto, relativo alla variante urbanistica al PRG e al PUG per la realizzazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) in via Salinis. L'opposizione ha espresso voto favorevole a seguito dell'intervento del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Francesco Pestillo, il quale ha fatto chiarezza in aula sull'impellente esigenza di parcheggi nella zona e ha chiesto come tale carenza sarebbe stata colmata. Sul punto è arrivata la risposta della maggioranza, che ha illustrato l'accordo con Atisale per la concessione di un bacino inutilizzato da destinare proprio a nuove aree di sosta per la città.
Se sull'urbanistica ha prevalso il dialogo, sulla gestione dei rifiuti è scoppiata la bagarre. Al terzo punto, l'aula ha approvato all'unanimità la modifica al regolamento TARI per esentare dal tributo le chiese, gli oratori e i luoghi di aggregazione sociale; una vittoria rivendicata dal centrodestra, che aveva lanciato l'idea nei passati consigli comunali.
Il clima è surriscaldato al punto quattro, con il voto contrario dell'opposizione sulle tariffe TARI 2026. La Capogruppo di Forza Italia Grazia Galiotta ha contestato fermamente il rincaro della tassa a fronte di «un paese visibilmente sporco», stigmatizzando le giustificazioni della maggioranza che ha attribuito la colpa della situazione all'inciviltà dei cittadini, chiedendo le dimissioni dell'Assessore alle Finanze Francesca Santobuono e dell'Assessore all'ambiente Salvatore Piazzolla, comodamente seduti lì da 8 anni mentre il paese è sommerso dai rifiuti.
Dello stesso avviso il Segretario Cittadino nonché Consigliere Comunale di Forza Italia, l'Avv. Gianluca di Lecce che parla di un contratto da risolvere per gravi inadempienze con la ditta appaltatrice, chiedendosi se l'Assessore all'Ambiente risieda o meno a Margherita di Savoia, sottolineando il silenzio in aula dell'Assessore Piazzolla, interpretato dall'opposizione come «un'ammissione di incapacità nella gestione della delega» e ribadendo la richiesta delle immediate dimissioni dello stesso.
I nodi finanziari sono venuti al pettine con la variazione al Bilancio di Previsione 2026/2028 (punto 5), definita dalle opposizioni come una vera e propria «manovra occulta» poiché troppo massiccia ed eterogenea, tale da impedire il voto sui singoli capitoli di spesa.
Forti critiche sono state sollevate anche sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio (punto 6). La minoranza ha contestato la gestione del contenzioso legale, paventando il rischio di un intervento della Corte dei Conti: «Non sono state liquidate subito le somme dopo i provvedimenti giudiziari esecutivi, aspettando pignoramenti ed esecuzioni che hanno fatto lievitare i costi originari, creando un potenziale danno erariale per l'ente».
Infine, sul tema della salvaguardia degli equilibri di bilancio (punto 7), l'opposizione ha acceso i riflettori sui 6,5 milioni di euro iscritti nel fondo crediti di dubbia esigibilità. Secondo i consiglieri di minoranza, la riscossione non funziona a causa della crisi economica che impedisce alle famiglie di pagare importi gravati da sanzioni e interessi astronomici. La proposta dell'opposizione di introdurre una "rottamazione" delle cartelle esattoriali comunali è però caduta nel vuoto: «La maggioranza continua a fare orecchie da mercante di fronte alle reali difficoltà dei cittadini».
La seduta ha decretato un importante dato politico locale: grazie alla totale convergenza della totalità dei 6 consiglieri di minoranza, l'opposizione è riuscita a fare blocco comune, arrivando a votare in maniera univoca e compatta su tutti gli accapi portati in discussione e confermando una linea politica a difesa della cittadinanza.