A Margherita di Savoia inizia il tempo liturgico della Quaresima
Il messaggio del parroco della chiesa di San Pio, Don Michele Schiavone
venerdì 20 febbraio 2026
13.43
Con il Mercoledì delle Ceneri, è iniziato ufficialmente il cosiddetto "periodo di riflessione e penitenza" della Quaresima che culminerà con la Santa Pasqua. La comunità e le parrocchie di Margherita di Savoia si preparano a vivere il tempo di Quaresima, che è caratterizzato dall'invito alla conversione a Dio, attraverso la preghiera, la carità e la liturgia.
«La Quaresima - spiega Don Michele Schiavone, parroco della chiesa di San Pio - che si apre davanti a noi non è un semplice countdown verso la Pasqua, né un tempo di sole privazioni. Quest'anno, il cammino ci invita a scoprire la bellezza degli "Intrecci di Grazia". È un'immagine potente, che parla di fili che si incrociano, di nodi che si sciolgono e di una trama che, anche quando sembra confusa, nasconde un disegno d'amore. Spesso guardiamo alla nostra vita e vediamo solo un groviglio di fili disordinati: fallimenti, stanchezze, relazioni faticose. È il "retro" di un ricamo dove i nodi sembrano errori e i fili tagliati sembrano interruzioni. La Quaresima è il tempo in cui Dio ci invita a guardare la tela dal Suo punto di vista. Gli intrecci di grazia sono quei momenti in cui la Sua mano si è inserita tra le nostre dita, trasformando una fragilità in un punto di forza, un incontro casuale in una svolta decisiva, un dolore in una feritoia di luce».
In particolare, questa sera, le parrocchie vivranno la Via Crucis per le vie cittadine a partire dalle ore 18:30. Nel Mercoledì delle Ceneri e nel Venerdì Santo si osservano il digiuno e l'astinenza. Il colore liturgico di questo tempo è il viola, che simboleggia la penitenza.
«Per vivere questo tempo di conversione - prosegue Don Michele - vi proponiamo di prestare attenzione a tre tipi di "fili" che compongono la nostra quotidianità: Il Filo Verticale (La Preghiera): È l'ordito, la base solida. Senza l'ascolto della Parola, la nostra vita rischia di sfilacciarsi. Pregare significa permettere a Dio di tendere di nuovo le corde del nostro cuore. Il Filo Orizzontale (La Carità): È la trama che attraversa l'ordito. La grazia di Dio non è mai solitaria: si intreccia con i volti dei fratelli, con il servizio, con l'attenzione a chi è rimasto "tagliato fuori" dai margini della società. Il Filo Spezzato (Il Perdono): Tutti abbiamo fili interrotti da ferite o peccati. La Quaresima ci offre lo strumento della Riconciliazione: non per nascondere lo strappo, ma per riannodarlo con la misericordia, rendendo l'intreccio ancora più resistente di prima. Il culmine di questi intrecci lo troveremo sul Calvario. Lì, sulla Croce, si compie l'intreccio supremo: l'umanità intera, con tutto il suo peso, viene legata indissolubilmente alla Vita divina. Non c'è nodo che la Pasqua non possa sciogliere, non c'è trama che l'Amore non possa nobilitare. In queste sei settimane, proviamo a chiederci: Quali fili sto tirando troppo? Quali ho lasciato allentare? E soprattutto, sto permettendo allo Spirito di tessere la Sua Grazia nei miei giorni? Buon cammino di Quaresima a tutti. Che la nostra comunità possa diventare un tessuto vivo, caldo e accogliente, capace di testimoniare che Dio non abita nell'isolamento, ma nell'intreccio meraviglioso delle nostre vite».
«La Quaresima - spiega Don Michele Schiavone, parroco della chiesa di San Pio - che si apre davanti a noi non è un semplice countdown verso la Pasqua, né un tempo di sole privazioni. Quest'anno, il cammino ci invita a scoprire la bellezza degli "Intrecci di Grazia". È un'immagine potente, che parla di fili che si incrociano, di nodi che si sciolgono e di una trama che, anche quando sembra confusa, nasconde un disegno d'amore. Spesso guardiamo alla nostra vita e vediamo solo un groviglio di fili disordinati: fallimenti, stanchezze, relazioni faticose. È il "retro" di un ricamo dove i nodi sembrano errori e i fili tagliati sembrano interruzioni. La Quaresima è il tempo in cui Dio ci invita a guardare la tela dal Suo punto di vista. Gli intrecci di grazia sono quei momenti in cui la Sua mano si è inserita tra le nostre dita, trasformando una fragilità in un punto di forza, un incontro casuale in una svolta decisiva, un dolore in una feritoia di luce».
In particolare, questa sera, le parrocchie vivranno la Via Crucis per le vie cittadine a partire dalle ore 18:30. Nel Mercoledì delle Ceneri e nel Venerdì Santo si osservano il digiuno e l'astinenza. Il colore liturgico di questo tempo è il viola, che simboleggia la penitenza.
«Per vivere questo tempo di conversione - prosegue Don Michele - vi proponiamo di prestare attenzione a tre tipi di "fili" che compongono la nostra quotidianità: Il Filo Verticale (La Preghiera): È l'ordito, la base solida. Senza l'ascolto della Parola, la nostra vita rischia di sfilacciarsi. Pregare significa permettere a Dio di tendere di nuovo le corde del nostro cuore. Il Filo Orizzontale (La Carità): È la trama che attraversa l'ordito. La grazia di Dio non è mai solitaria: si intreccia con i volti dei fratelli, con il servizio, con l'attenzione a chi è rimasto "tagliato fuori" dai margini della società. Il Filo Spezzato (Il Perdono): Tutti abbiamo fili interrotti da ferite o peccati. La Quaresima ci offre lo strumento della Riconciliazione: non per nascondere lo strappo, ma per riannodarlo con la misericordia, rendendo l'intreccio ancora più resistente di prima. Il culmine di questi intrecci lo troveremo sul Calvario. Lì, sulla Croce, si compie l'intreccio supremo: l'umanità intera, con tutto il suo peso, viene legata indissolubilmente alla Vita divina. Non c'è nodo che la Pasqua non possa sciogliere, non c'è trama che l'Amore non possa nobilitare. In queste sei settimane, proviamo a chiederci: Quali fili sto tirando troppo? Quali ho lasciato allentare? E soprattutto, sto permettendo allo Spirito di tessere la Sua Grazia nei miei giorni? Buon cammino di Quaresima a tutti. Che la nostra comunità possa diventare un tessuto vivo, caldo e accogliente, capace di testimoniare che Dio non abita nell'isolamento, ma nell'intreccio meraviglioso delle nostre vite».