Vandalizzata la cappella di San Pio, Don Michele: «Bisogna rispettare i luoghi della collettività»
L’episodio si è verificato ieri sera ai danni della cappella di San Pio, situata nel quartiere di Isolaverde e Città Giardino
giovedì 8 ottobre 2026
14.23
«Hanno vandalizzato un luogo sacro, realizzato con la fatica e i sacrifici di tutti». Queste le parole del parroco della chiesa di San Pio di Margherita di Savoia, Don Michele Schiavone, profondamente indignato per l'atto vandalico verificatosi ieri notte ai danni della piccola cappella di San Pio.
L'episodio non è isolato: negli anni se ne sono verificati altri, come racconta il parroco. «Per fortuna non sono stati danneggiati né il quadro e né la statua della Madonna. Ora provvederemo a ripulire tutto, anche grazie al sostegno che ci verrà offerto dall'associazione dei "Bikers" di Savino Tesoro, che questa mattina mi ha contattato per darci una mano nelle operazioni di pulizia».
Tanti i commenti di indignazione e rabbia apparsi sui social da parte dei cittadini di Margherita di Savoia, che hanno espresso la loro solidarietà per l'accaduto.
«Dovremmo avere maggiore rispetto per tutto ciò che è pubblico ed appartiene alla collettività, soprattutto i luoghi sacri che sembrano ormai essere diventati spazi di gioco e di derisione. Ai giovani ci tengo a dire che tutte le cose realizzate per il bene comune, vanno rispettate. Spetta soprattutto ai genitori trasmettere ai propri figli il valore delle opere costruite con impegno e sacrifici», conclude Don Michele.
L'episodio non è isolato: negli anni se ne sono verificati altri, come racconta il parroco. «Per fortuna non sono stati danneggiati né il quadro e né la statua della Madonna. Ora provvederemo a ripulire tutto, anche grazie al sostegno che ci verrà offerto dall'associazione dei "Bikers" di Savino Tesoro, che questa mattina mi ha contattato per darci una mano nelle operazioni di pulizia».
Tanti i commenti di indignazione e rabbia apparsi sui social da parte dei cittadini di Margherita di Savoia, che hanno espresso la loro solidarietà per l'accaduto.
«Dovremmo avere maggiore rispetto per tutto ciò che è pubblico ed appartiene alla collettività, soprattutto i luoghi sacri che sembrano ormai essere diventati spazi di gioco e di derisione. Ai giovani ci tengo a dire che tutte le cose realizzate per il bene comune, vanno rispettate. Spetta soprattutto ai genitori trasmettere ai propri figli il valore delle opere costruite con impegno e sacrifici», conclude Don Michele.