Provincia BAT, Quarta (Azione): «Stallo istituzionale grave. Il Presidente Lodispoto si dimetta»
La nota del Consigliere Provinciale BAT – Azione
giovedì 16 aprile 2026
13.48
«Questa mattina mi sono recato in Provincia per ascoltare le comunicazioni del Presidente Lodispoto. Centrodestra e Centrosinistra hanno scelto di non partecipare. Io no. Ho ritenuto mio dovere istituzionale esserci, per capire, ascoltare, valutare. Una volta arrivato, però, la risposta è stata disarmante: ci sono finanziamenti da portare avanti, non intende dimettersi almeno fino alle elezioni amministrative di maggio e, soprattutto, anche in caso di dimissioni non sarebbe previsto un commissario. E allora è bene dirlo chiaramente. Sul tavolo della Provincia ci sono dossier fondamentali: ambiente, viabilità, infrastrutture pubbliche», così il consigliere Provinciale BAT - Azione, Emanuele Quarta.
«Temi che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sul futuro dei nostri territori. E mentre tutto resta fermo, mentre le risposte non arrivano e le priorità vengono ignorate, assistiamo a ciò che appare sempre più chiaramente come una spartizione di nomine maturate durante la campagna elettorale. Mi riferisco, in particolare, alla convocazione dell'assemblea dei soci della STP Bari, prevista per il 27 e 28 aprile, finalizzata alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. Si tratta di un atto politicamente indecente e amministrativamente inopportuno.
Indecente perché avviene in un contesto di paralisi istituzionale, dove non si riesce nemmeno a garantire un minimo di indirizzo politico sui temi fondamentali. Inopportuno perché dà l'idea di una politica che, invece di affrontare i problemi, si concentra sulla distribuzione degli incarichi. Il Presidente Lodispoto è oggi al centro di una forte pressione politica, con richieste di sfiducia che si stanno moltiplicando. Una situazione resa ancora più delicata da notizie e approfondimenti relativi a indagini su presunti reati contro la Pubblica Amministrazione, che stanno inevitabilmente alimentando un clima di crescente sfiducia. La sensazione è sempre più chiara. Come sul Titanic, mentre la Provincia affonda, il Presidente continua a far suonare l'orchestra. Solo che qui non si tratta di musica, ma di nomine. Mentre i problemi restano irrisolti e i territori attendono risposte, si procede con l'indicazione di persone vicine al Presidente nei Consigli di Amministrazione.
Se non c'è nulla da dire, significa che non c'è nulla da fare. E se non c'è nulla da fare, allora siamo di fronte a uno stallo istituzionale grave, che sta paralizzando l'azione della Provincia e danneggiando i 10 Comuni della BAT. Non è più una questione personale o politica. È una questione di responsabilità istituzionale. Quando un'istituzione si blocca, quando il confronto si spegne e quando chi governa non ha nulla da comunicare, l'unico atto serio è prenderne atto. Basta. Questa non è più politica, è accanimento sul potere. Una Provincia ferma, territori abbandonati, problemi ignorati, mentre si continua a occupare poltrone. Il Presidente faccia un passo indietro. Perché restare, oggi, significa solo prolungare un fallimento evidente», conclude.
«Temi che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sul futuro dei nostri territori. E mentre tutto resta fermo, mentre le risposte non arrivano e le priorità vengono ignorate, assistiamo a ciò che appare sempre più chiaramente come una spartizione di nomine maturate durante la campagna elettorale. Mi riferisco, in particolare, alla convocazione dell'assemblea dei soci della STP Bari, prevista per il 27 e 28 aprile, finalizzata alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. Si tratta di un atto politicamente indecente e amministrativamente inopportuno.
Indecente perché avviene in un contesto di paralisi istituzionale, dove non si riesce nemmeno a garantire un minimo di indirizzo politico sui temi fondamentali. Inopportuno perché dà l'idea di una politica che, invece di affrontare i problemi, si concentra sulla distribuzione degli incarichi. Il Presidente Lodispoto è oggi al centro di una forte pressione politica, con richieste di sfiducia che si stanno moltiplicando. Una situazione resa ancora più delicata da notizie e approfondimenti relativi a indagini su presunti reati contro la Pubblica Amministrazione, che stanno inevitabilmente alimentando un clima di crescente sfiducia. La sensazione è sempre più chiara. Come sul Titanic, mentre la Provincia affonda, il Presidente continua a far suonare l'orchestra. Solo che qui non si tratta di musica, ma di nomine. Mentre i problemi restano irrisolti e i territori attendono risposte, si procede con l'indicazione di persone vicine al Presidente nei Consigli di Amministrazione.
Se non c'è nulla da dire, significa che non c'è nulla da fare. E se non c'è nulla da fare, allora siamo di fronte a uno stallo istituzionale grave, che sta paralizzando l'azione della Provincia e danneggiando i 10 Comuni della BAT. Non è più una questione personale o politica. È una questione di responsabilità istituzionale. Quando un'istituzione si blocca, quando il confronto si spegne e quando chi governa non ha nulla da comunicare, l'unico atto serio è prenderne atto. Basta. Questa non è più politica, è accanimento sul potere. Una Provincia ferma, territori abbandonati, problemi ignorati, mentre si continua a occupare poltrone. Il Presidente faccia un passo indietro. Perché restare, oggi, significa solo prolungare un fallimento evidente», conclude.