Polo d’infanzia Leopizzi, Quarta: «Oltre 3 milioni di euro investiti e 40 bambini senza aula»

La nota di Emanuele Quarta, consigliere comunale di Margherita di Savoia e consigliere provinciale Bat

giovedì 22 ottobre 2026 15.09
«Si spendono oltre tre milioni di euro per realizzare una nuova scuola e, al momento di trasferire i bambini, ci si accorge che le aule utilizzabili per la scuola dell'infanzia sono soltanto tre. Il risultato? Circa 40 bambini da sistemare altrove, con soluzioni improvvisate e disagi per le famiglie». A denunciare la questione è il consigliere comunale e provinciale Vittorio Emanuele Quarta, che interviene sulla gestione del trasferimento delle sezioni della scuola dell'infanzia Armellina nel nuovo plesso Leopizzi di Margherita di Savoia.

Secondo quanto affermato dal consigliere Quarta, l'amministrazione comunale aveva deciso di chiudere la scuola Armellina e trasferire le sezioni nella nuova struttura Leopizzi, insieme alla sezione precedentemente ospitata a Città Giardino-Isola Verde. «Una scelta - dichiara - che avrebbe dovuto essere preceduta da un'attenta analisi del fabbisogno scolastico, del numero degli alunni e della reale capacità ricettiva dell'edificio. Evidentemente, qualcosa nella programmazione non ha funzionato».

«La nuova struttura, costata oltre tre milioni di euro, dispone attualmente di appena tre aule utilizzabili per la scuola dell'infanzia, mentre il piano superiore non risulterebbe utilizzabile per quella fascia d'età. E gli altri bambini? Circa 40 alunni sono rimasti senza una collocazione nella nuova struttura. Così, dopo aver investito milioni di euro, è scattato il piano d'emergenza: recuperare in fretta e furia alcuni ambienti della scuola Papa Giovanni XXIII, precedentemente destinati ad altre funzioni e in parte dismessi».

Inoltre, particolare preoccupazione destano anche le condizioni degli spazi individuati per accogliere i bambini. «Parliamo di ambienti nei quali sono state segnalate infiltrazioni dal tetto, servizi igienici adattati e un unico bagno condiviso. Situazioni che meritano verifiche puntuali, perché quando si parla di bambini piccoli la sicurezza, l'igiene e l'adeguatezza degli ambienti devono rappresentare una priorità assoluta. Prima di spendere oltre tre milioni di euro, era davvero così complicato contare i bambini? Era troppo difficile verificare quante sezioni dovessero essere trasferite e quanti ambienti fossero effettivamente utilizzabili? Non serviva un premio Nobel, bastava programmare».

Il consigliere comunale denuncia un paradosso amministrativo nella scuola Leopizzi: «Considerando le sole tre aule attualmente utilizzabili per l'infanzia, parliamo di un investimento complessivo superiore a un milione di euro per aula. Naturalmente, il costo riguarda l'intera struttura e non soltanto quelle tre aule, ma il dato rende bene l'idea dell'assurdità della situazione».

Quarta, inoltre, esclude che la denuncia riguardi il lavoro degli insegnanti, degli operatori scolastici o della dirigenza, che quotidianamente si impegnano per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche, anche in condizioni difficili. Ciò che viene messa in discussione è la capacità politica e amministrativa di pianificare gli interventi, prevedere le necessità e utilizzare correttamente le risorse pubbliche, chiedendo quindi un approfondimento amministrativo sulla realizzazione dell'opera.

«I cittadini hanno il diritto di sapere quanto sia costata realmente questa scuola, quali modifiche siano state apportate al progetto originario e soprattutto perché, dopo un investimento così importante, non sia stato possibile accogliere tutti i bambini interessati dal trasferimento. La scuola non può essere gestita con l'improvvisazione. Le famiglie meritano risposte, i bambini meritano ambienti adeguati e i cittadini meritano amministratori capaci di programmare. Perché gli errori della politica, ancora una volta, non possono essere pagati dai più piccoli», conclude il consigliere Quarta.