Gruppo Misto, scontro sul capogruppo: Pestillo confermato, bocciata la nomina Muoio

La nota di Domenico Ricco, segretario cittadino di Fratelli D'Italia

martedì 7 aprile 2026 9.41
«Si chiude con una netta presa di posizione istituzionale la vicenda interna al Gruppo Misto del Consiglio comunale. La Segreteria Comunale ha infatti ritenuto priva di efficacia la comunicazione con cui si indicava la consigliera Elena Muoio quale nuovo capogruppo, già esonerata dall'incarico di assessore nell'amministrazione Lodispoto, rilevando l'assenza del requisito fondamentale della maggioranza dei componenti, così come previsto dal regolamento», così si legge nella nota di Domenico Ricco, segretario cittadino di Fratelli D'Italia.

«Una decisione che, di fatto, conferma Francesco Pestillo nel ruolo di capogruppo, nel rispetto dei criteri normativi vigenti. Al di là dell'aspetto formale, la vicenda assume anche un chiaro rilievo politico. Il tentativo di ridefinire gli equilibri interni al gruppo senza il necessario consenso numerico evidenzia infatti una forzatura che ha inevitabilmente portato a uno scontro istituzionale, risolto attraverso l'applicazione rigorosa delle regole», continua.

«Non meno rilevanti appaiono le modalità con cui si è giunti a tale tentativo attraverso dinamiche poco in linea con i principi di correttezza e trasparenza politica: pressioni e tentativi di condizionamento politico che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico. Quando la politica rinuncia al rispetto delle regole, perde credibilità. Dal fronte di Fratelli d'Italia emerge una posizione chiara: pieno sostegno al consigliere Pestillo che ha dimostrato di essere un uomo libero, che non si piega a logiche di scambio o ricatto, ma agisce esclusivamente nell'interesse della comunità e nella ferma difesa del rispetto delle regole quale fondamento imprescindibile dell'azione amministrativa. Una linea che rivendica coerenza e rigore istituzionale in un contesto politico locale segnato da equilibri in continua evoluzione».

«La vicenda, che nei fatti si chiude con la conferma dell'assetto precedente, lascia tuttavia aperta una riflessione più ampia sul metodo e sulla qualità del confronto politico all'interno delle istituzioni cittadine. "La credibilità non si proclama: si dimostra"», conclude.