Gruppo misto, arriva la smentita dei consiglieri Elena Muoio e Vittorio Emanuele Quarta
La risposta alle dichiarazioni di Domenico Ricco, segretario cittadino di Fratelli D'Italia
giovedì 9 aprile 2026
11.02
I Consiglieri, Elena Muoio e Vittorio Emanuele Quarta, smentiscono con fermezza – e senza lasciare spazio ad ambiguità – le dichiarazioni del segretario della sezione locale di Fratelli d'Italia, che, «con evidente superficialità e inaccettabile arroganza, ha ritenuto di poter archiviare come "chiusa" una vicenda che, nei fatti e nel diritto, resta pienamente aperta».
Di seguito la nota integrale:
«La designazione di Muoio quale Capogruppo del Gruppo Misto, in sostituzione del consigliere Francesco Pestillo, non solo è legittima, ma rappresenta un atto politico necessario, conseguente a una sfiducia formalmente espressa e dettata dall'urgenza di restituire credibilità, efficacia e direzione all'azione amministrativa del gruppo.
La verità è una sola: l'unica forzatura in atto è il tentativo maldestro di imporre la permanenza di un Capogruppo politicamente sfiduciato, ormai privo di maggioranza e incapace di garantire quella funzione di sintesi e coordinamento che il ruolo impone.
È un dato oggettivo che i numeri che nel 2025 avevano determinato l'elezione del consigliere Pestillo non esistono più.
Di conseguenza, trova piena e automatica applicazione l'art. 9, comma 1, del regolamento comunale, che stabilisce chiaramente che, in assenza di nomina valida, è Capogruppo il consigliere non appartenente alla Giunta che abbia riportato il maggior numero di preferenze.
Ignorare tale disposizione significa forzare le norme e piegarle a interessi di parte. Ancora più grave è il comportamento del segretario cittadino di Fratelli d'Italia, che si sostituisce impropriamente al Presidente del Consiglio e al Segretario Generale del Comune di Margherita di Savoia, arrogandosi il diritto di proclamare una "verità" che non gli compete, facendo riferimento a contenuti e atti riservati.
Rimettiamo al mittente le accuse di presunte "dinamiche poco trasparenti", atteso che la nostra sfiducia è stata formalizzata e documentata. Preoccupa, inoltre, un fatto di estrema gravità: la diffusione a mezzo stampa di contenuti estratti da una corrispondenza istituzionale privata, trasmessa via PEC, senza alcuna autorizzazione e senza titolo.
Una condotta che appare non solo inopportuna, ma potenzialmente rilevante sotto il profilo giuridico, aggravata dalla diffusione di interpretazioni arbitrarie e distorte.
Si ribadisce con chiarezza che la vicenda è tuttora in corso ed è stata formalmente impugnata nelle sedi competenti.
Ogni narrazione che la descriva come conclusa rappresenta un tentativo evidente di orientare l'opinione pubblica attraverso una rappresentazione non veritiera dei fatti. Sul piano politico, è altrettanto evidente come nel tempo siano emerse, anche da parte di altri componenti del Gruppo Misto, valutazioni critiche sull'operato del consigliere Pestillo quale Capogruppo. Le risultanze dei Consigli Comunali e le relative stenotipie lo dimostrano chiaramente, evidenziando l'assenza di una guida autorevole e condivisa.
Tali criticità incidono direttamente sulla capacità del gruppo di operare in modo efficace ed è proprio questa inefficienza ad aver reso inevitabile il cambio di guida. Appare dunque del tutto strumentale difendere oggi una posizione politicamente esaurita.
Si ricorda, inoltre, che in passato l'individuazione del Capogruppo è avvenuta secondo criteri che portarono alla designazione del consigliere Leone, escludendo il consigliere Quarta, senza che ciò suscitasse alcuna contestazione. Oggi, invece, emerge una evidente doppia morale che non può passare sotto silenzio.
Il segretario cittadino di Fratelli d'Italia dovrebbe chiarire pubblicamente come sia venuto in possesso di informazioni riservate e per quale ragione i suoi comunicati contengano riferimenti a interlocuzioni interne tra consiglieri, mai formalmente indirizzate né alla sua persona né al consigliere Pestillo.
Per tutte queste ragioni, si preannuncia sin da ora la volontà di adire le sedi competenti, al fine di tutelare i diritti dei sottoscritti e ristabilire il rispetto delle regole e delle istituzioni. Chi oggi tenta di piegare la realtà dovrebbe ricordare che la politica non è un terreno di manipolazione, né uno spazio in cui le regole possano essere adattate alla convenienza.
E per chi continua a muoversi in questo modo, resta sempre attuale un vecchio detto: "dall'asino aspettati calci". Noi, invece, rivendichiamo con forza una scelta diversa: restare fuori dal gregge, liberi da logiche di potere e fedeli esclusivamente ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle istituzioni. Sempre».
Di seguito la nota integrale:
«La designazione di Muoio quale Capogruppo del Gruppo Misto, in sostituzione del consigliere Francesco Pestillo, non solo è legittima, ma rappresenta un atto politico necessario, conseguente a una sfiducia formalmente espressa e dettata dall'urgenza di restituire credibilità, efficacia e direzione all'azione amministrativa del gruppo.
La verità è una sola: l'unica forzatura in atto è il tentativo maldestro di imporre la permanenza di un Capogruppo politicamente sfiduciato, ormai privo di maggioranza e incapace di garantire quella funzione di sintesi e coordinamento che il ruolo impone.
È un dato oggettivo che i numeri che nel 2025 avevano determinato l'elezione del consigliere Pestillo non esistono più.
Di conseguenza, trova piena e automatica applicazione l'art. 9, comma 1, del regolamento comunale, che stabilisce chiaramente che, in assenza di nomina valida, è Capogruppo il consigliere non appartenente alla Giunta che abbia riportato il maggior numero di preferenze.
Ignorare tale disposizione significa forzare le norme e piegarle a interessi di parte. Ancora più grave è il comportamento del segretario cittadino di Fratelli d'Italia, che si sostituisce impropriamente al Presidente del Consiglio e al Segretario Generale del Comune di Margherita di Savoia, arrogandosi il diritto di proclamare una "verità" che non gli compete, facendo riferimento a contenuti e atti riservati.
Rimettiamo al mittente le accuse di presunte "dinamiche poco trasparenti", atteso che la nostra sfiducia è stata formalizzata e documentata. Preoccupa, inoltre, un fatto di estrema gravità: la diffusione a mezzo stampa di contenuti estratti da una corrispondenza istituzionale privata, trasmessa via PEC, senza alcuna autorizzazione e senza titolo.
Una condotta che appare non solo inopportuna, ma potenzialmente rilevante sotto il profilo giuridico, aggravata dalla diffusione di interpretazioni arbitrarie e distorte.
Si ribadisce con chiarezza che la vicenda è tuttora in corso ed è stata formalmente impugnata nelle sedi competenti.
Ogni narrazione che la descriva come conclusa rappresenta un tentativo evidente di orientare l'opinione pubblica attraverso una rappresentazione non veritiera dei fatti. Sul piano politico, è altrettanto evidente come nel tempo siano emerse, anche da parte di altri componenti del Gruppo Misto, valutazioni critiche sull'operato del consigliere Pestillo quale Capogruppo. Le risultanze dei Consigli Comunali e le relative stenotipie lo dimostrano chiaramente, evidenziando l'assenza di una guida autorevole e condivisa.
Tali criticità incidono direttamente sulla capacità del gruppo di operare in modo efficace ed è proprio questa inefficienza ad aver reso inevitabile il cambio di guida. Appare dunque del tutto strumentale difendere oggi una posizione politicamente esaurita.
Si ricorda, inoltre, che in passato l'individuazione del Capogruppo è avvenuta secondo criteri che portarono alla designazione del consigliere Leone, escludendo il consigliere Quarta, senza che ciò suscitasse alcuna contestazione. Oggi, invece, emerge una evidente doppia morale che non può passare sotto silenzio.
Il segretario cittadino di Fratelli d'Italia dovrebbe chiarire pubblicamente come sia venuto in possesso di informazioni riservate e per quale ragione i suoi comunicati contengano riferimenti a interlocuzioni interne tra consiglieri, mai formalmente indirizzate né alla sua persona né al consigliere Pestillo.
Per tutte queste ragioni, si preannuncia sin da ora la volontà di adire le sedi competenti, al fine di tutelare i diritti dei sottoscritti e ristabilire il rispetto delle regole e delle istituzioni. Chi oggi tenta di piegare la realtà dovrebbe ricordare che la politica non è un terreno di manipolazione, né uno spazio in cui le regole possano essere adattate alla convenienza.
E per chi continua a muoversi in questo modo, resta sempre attuale un vecchio detto: "dall'asino aspettati calci". Noi, invece, rivendichiamo con forza una scelta diversa: restare fuori dal gregge, liberi da logiche di potere e fedeli esclusivamente ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle istituzioni. Sempre».