Argine costruito in zona Pai, pietre e terra corrose dal mare.

Foce fiume Ofanto. Costruito per proteggere delle abitazioni

lunedì 4 aprile 2016 13.52
A cura di Giuseppe Capacchione
Costruito nella zona sotto il vincolo Pai per proteggere delle abitazioni a ridosso della foce dell'Ofanto. Un argine, fatto di terra e cassoni di pietre, abbastanza lungo da arrivare fino in acqua per impedire che il mare o il fiume in piena allagassero la zona. Per trovare conferma, basta andare nel punto in cui l'Aufidus, come lo chiamavano i latini, s'immette nell'Adriatico e vedere che dove fino a circa 10 anni fa c'era un muro di pietre oggi c'è una spiaggetta.

Uno scenario che non dovrebbe caratterizzare uno strumento fatto a difesa degli abitanti da un eventuale dissesto idrogeologico che, a quanto pare, già ha avuto inizio. La fila dei cassoni messi per proteggere l'argine arriva fino alla strada complanare della SP 159 e gli ultimi 10 metri, circa, verso la spiaggia sono stati piegati dalla forza erosiva del mare e accasciati sulla sabbia. Stessa sorte per la grande duna di terra e la recinzione in ferro che sembra siano state mozzate con uno escavatore. Uno spettacolo che va di scena non in uno dei tanti arenili di Margherita di Savoia, ma nel parco regionale fiume Ofanto.
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